Coronavirus nel Veneziano. Edda e gli altri scomparsi a Pasqua. I volti e le storie
Molti erano in casa di riposo, altri erano rimasti in casa fino alla scoperta del contagio. Il ricordo dei nostri defunti

MESTRE. Favaro piange Giancarlo Castagna. È morto lunedì 13 all’ospedale civile di Venezia a causa delle complicazioni del Covid-19 lasciando nel dolore la moglie Gianna e i figli Gianluca, Vanessa, Renata e Arianna.

Classe 1940, Castagna risiedeva in via Monte Celo, poco distante dal capolinea del tram. La famiglia è sotto shock. Fino all’utlimo ha sperato che Giancarlo migliorasse e che lasciasse il reparto dove era stato ricoverato.
Castagna è l’ottava vittima di Favaro dall’inizio dell’epidemia.
Oriago piange Edda Barzon di 81 anni, spentasi il 13 aprile. Era residente in via Verga ad Oriago, ma da qualche anno ospite della casa di riposo Adele Zara di Mira.

Edda Barzon lascia le figlie Patrizia e Claudia, i generi Graziano e Federico, il nipote Mattia con Valentina.
Addio anche a Rina Dal Corso, 85 anni, morta all’ospedale di Dolo, era ospite della casa di riposo di Fiesso D’Artico.
Addio nei giorni scorsi a Vittorio Compagno per Covid– 19. L’anziano aveva 84 anni ed aveva sempre vissuto a Camponogara, in zona Arzerini, ma da qualche anno era ospite della Residenza alla Salute di Fiesso D’Artico.
L’uomo si è sentito male nell’ultima settimana di marzo: dal 23 febbre a 39,5 e poi il tampone positivo lo scorso 31 marzo, il ricovero a Dolo il 4 aprile e la morte il 10 aprile.

Vittorio aveva sempre svolto il lavoro di autista nelle industrie industrie siderurgiche di Marghera prima di andare in pensione. Lascia il figlio Massimo che, con la moglie Nejma è bloccato in Marocco. Vittorio lascia poi i figli Renato con Lucia e, i nipoti Nicola e Federico.
A Portogruaro si è spenta domenica 12 nel primo pomeriggio, dopo un rapido trasferimento al Pronto soccorso per l’aggravarsi delle sue condizioni, Carla Falcier. Aveva 80 anni, e avrebbe festeggiato l’81° compleanno il 23 aprile. Carla faceva parte di una famiglia morto conosciuta di Portogruaro.

Era sposata infatti con Ezio Sottil, oggi in pensione, artigiano. L’80enne era cognata di Piero Sottil, notissimo negoziante di gioielli in centro a Portogruaro scomparso lo scorso Natale; e di Angelo Tabaro, già dirigente alla cultura in Regione, consigliere comunale, direttore del Teatro Stabile del Veneto dal 2013 al 2018 e oggi capo delegazione del Fai cittadino. La donna lascia nel dolore anche due figli e una figlia.
Lutto anche a Scorzé. Aveva più di qualche problema cardiaco Giovanni Felice, 79enne di Scorzè, morto la domenica di Pasqua all’ospedale di Dolo. Poi, negli ultimi giorni, ci si è messo anche il coronavirus, ma l’altro ieri è spirato per un arresto cardiaco. Felice era molto conosciuto tra Noale e Scorzè; originario dell’Abruzzo, da dove arrivò nella città dei Tempesta nel 1966, diventò direttore dello sportello delle Poste sino agli anni Ottanta, quando lo divenne il nipote Domenico, divenuto poi consigliere comunale di Noale ed assessore ai Lavori pubblici nel quinquennio di Carlo Zalunardo, dal 2004 al 2009.

Lasciate le Poste, Giovanni Felice fondò un’agenzia sempre a Noale, la Tutte Pratiche, chiusa qualche anno fa. Di recente aveva avuto problemi di salute, specie al cuore, ma avevano interessato pure un piede. Da un po’ di settimane non usciva di casa ma, con l’aggravarsi delle sue condizioni, prima era stato trasferito a Mirano e in seguito a Dolo. Rimasto vedovo della moglie Luisa, lascia la figlia Gabriella, il genero e il nipotino.
Si sapeva che Nello Michieletto stava male ma c’era fiducia perché si potesse riprendere. Era entrato in ospedale a Mirano il 21 marzo e, confermata la positività al coronavirus il giorno seguente, è stato portato a Dolo, dov’è morto domenica. Era stato intubato il 27, venerdì scorso pareva potersi riprendere ma sabato il quadro clinico è peggiorato di molto. L’uomo aveva 66 anni, residente a Martellago, era una delle colonne della locale Protezione civile; con molto impegno, generosità e professionalità, si occupava della formazione dei più giovani ma anche gestire mezzi e attrezzi.

Prima di andare in pensione, era stato vigile del fuoco all’Enichem di Porto Marghera. Prima della positività al Covid-19, non aveva grosse patologie, conduceva una vita regolare, senza bere e fumare. I familiari hano già fatto la quarantena e stanno bene. Lascia la moglie Vanna, i figli Dario e Riccardo, i nipoti Fabio ed Elisa di 10 e 3 anni, i fratelli Sonia e Gianni. La Protezione civile locale lo ha voluto ricordare sulla pagina Facebook. «Sei stato un grande insegnante», si legge «e, soprattutto, un grande amico. Hai lasciato un grande vuoto tra di noi. Non eri solo uno di noi, eri il meglio di noi». Lo stesso ha voluto fare il sindaco di Martellago, Andrea Saccarola. «Ci ha salutato», dice «un angelo che portava la divisa gialloblù della Protezione civile. Ci mancheranno le tue scrupolose manovre, i tuoi consigli e le tue parole d’incoraggiamento. Sei stato un esempio per molti giovani e nuovi volontari e anch’io ho potuto apprendere tantissimo dalla tua esperienza. Arrivederci Nello, aiutaci da lassù. Un abbraccio alla famiglia da tutta la nostra comunità».
Nel giorno di Pasqua si è spento all’ospedale di Dolo Egisto Bertaggia, 91 anni, residente di Valli di Chioggia, ospite dalla casa di riposo “Felice Casson” di Sottomarina, da giovedì 10 aprile era ricoverato per i sintomi del coronavirus. Bertaggia era lo zio di Fiorello, 68 anni, la prima vittima di Valli dell’8 marzo, e fratello di suo padre, Nino, 97 anni, morto due giorni dopo nella casa in cui viveva con Fiorello, ma non sottoposto al test e quindi ufficialmente fuori dalla conta.

In moltissimi a Valli e Conche hanno mandato messaggi di condoglianze e di vicinanza alle cinque figlie di Egisto Bertaggia e ai parenti, numerosi nella frazione, già segnati dalle perdite delle scorse settimane.
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