Coronavirus. Mario il pugile, Ines la nonna e tutti gli altri. I volti e le storie dei nostri morti
Il racconto della vita, i sogni, le famiglie, il carattere, per non dimenticare i nostri cari scomparsi per colpa del Covid 19

DOLO. Il covid si è portato via Giorgio Minto, famoso pugile della Riviera. Aveva 81 anni. È morto all’ospedale di Dolo, dove era nato. Poi aveva vissuto fin dall’infanzia a Marano di Mira, dov’è rimasto anche dopo il matrimonio con la moglie Vania. È stato per molti anni il responsabile della Cooperativa Stella all’interno della Marchi Industriale di Marano.

È stato per anni anche un valido pugile. «Smessi i guantoni» spiega Roberto De Marchi presidente dell’associazione sportiva Marano Galaxi «ha contribuito alla rinascita dell’Associazione calcistica Marano Veneziano, nel luglio del 1982, in qualità di vice presidente. Ha supportato, con la sua sempre discreta presenza, la crescita e il consolidamento della società calcistica».
Altra vittima a Mira: Maria Poli, 90 anni, decima vittima nella casa di riposo La Salute di Fiesso. Nella struttura di Fiesso, attualmente, su 98 ospiti 41 sono risultati positivi così come mentre altri 22 operatori sanitari.
San Stino di Livenza piange la sua seconda vittima in tre giorni, per le complicazioni del Covid-19. Si è spento lunedì all'ospedale di Mestre, dove era ricoverato da circa un mese, Luciano Vidali, 57 anni. Vidali lavorava alla Futura di Fontanelle, Treviso.

Persona affabile e altruista, Vidali era apprezzato per il suo carattere e la grande laboriosità. A San Stino conduceva una vita riservata. Lascia nel dolore la moglie Marzia, il figlio Simone di 34 anni, una sorella e diversi altri parenti.
A Maerne tutti sanno che non aveva alcuna patologia precedente. Solo una febbre che pareva poter assomigliare tanto a un’influenza di stagione. Invece è risultato positivo al coronavirus e ieri mattina è deceduto all’ospedale di Dolo. Antonio Mario Fiori, 75 anni, a Maerne era conosciuto come tutto fare, dai piccoli-grandi lavori domestici al compilare moduli e pratiche varie.

Adesso era in pensione, mentre in precedenza aveva lavorato all’ufficio Tecnico di Enel. Originario di Calalzo, nel Bellunese, amava la montagna e lo sci. Il suo calvario è iniziato il 12 marzo, quando ha iniziato ad accusare dei sintomi febbrili. Il 23 marzo è stato ricoverato all’ospedale di Mirano, il 26 è stato trasferito a Dolo ma tre giorni dopo è finito in Rianimazione. Lascia la moglie Elda, i figli Fabrizio e Francesco, i nipotini Edoardo e Arianna.
A Summaga si piange Giovanni Bergamin, morto all’età di 87 anni. Con lui scompare una figura storica del mondo del commercio di Portogruaro e dei dintorni. Il padre Alessandro, cavaliere per merito, aveva fondato nel 1934 l’azienda Begarmin, poi divenuta leader nel tempo nel settore degli arredamenti di interni. Giovanni era il secondo di 8 fra fratelli e una sorella scomparsa pochi anni fa, di cui era il gemello. È stato fin dall’età giovanile un grande venditore, che non si è risparmiato per l’azienda di famiglia.

Negli anni che hanno preceduto la pensione si è dedicato alla sezione amministrativa, negli storici uffici della frazione di Summaga. Giovanni Bergamin viveva alla casa di riposo Francescon dal 2017. «Il decorso della malattia da quanto sappiamo» sottolinea la figlia, l’avvocato Cristiana Bergamin, «è stato molto rapido».
A Portogruaro era conosciutissima. Ines Piccolo, 90 anni, è deceduta lunedì 13 alle 23. 30 alla Residenza per anziani Francescon, dove in due giorni le vittime sono salite a quota 9. La donna era madre del giornalista ed ex parlamentare di Forza Italia Lucio Leonardelli. Lascia anche un altro figlio Piero. Il dramma di nonna Ines è stato inaspettato. Al primo tampone, un paio di settimane fa, era risultata negativa. All’esame sierologico, eseguito giovedì scorso, era stata diagnosticata la sua positività.

«Non ha mai avuto sintomi» ha precisato Lucio Leonardelli «infatti siamo rimasti profondamente addolorati. Il giorno di Pasquetta ci avevano riferito che era vigile e in buone condizioni. Poi ci hanno avvertito in piena notte che era mancata. Sembra che sia stata sorpresa da un arresto cardiaco». La morte di Ines Piccolo ricorda da vicino quella di Davide Del Negro detto Dino, il presidente della Pro Loco di Concordia. Era guarito dal virus, ma poi è stato ucciso da un infarto.
Nonna Ines ha vissuto sempre insieme al marito Livio, morto alcuni anni fa, dirigente della Zignago. Ha vissuto per molti anni a Fossalta, fin quando non ha accettato il trasferimento a Portogruaro, seguendo i figli. «Ha avuto una vita splendida» conclude Lucio Leonardelli «è morta serena, senza soffrire".
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