Coronavirus, dirigente comunale a Caorle muore a soli 50 anni

VENEZIA. A due mesi esatti dall’emergenza, il coronavirus si è portato via 185 veneziani contagiando 2.191 persone. Domenica 21 aprile, oltre a Jacopo Tonero, ex dirigente del Comune di Caorle, sono stati registrati i decessi di Letizia Boscolo Begio di 81 anni nella residenza per anziani Casson di Chioggia e Renata Pittoli di 89 anni alla Francescon di Portogruaro.
Letizia Boscolo Begio, 81 anni, deceduta sabato mattina alla residenza il “Girasole” , sempre nella stessa casa di riposo, dove si trovava in isolamento. Una morte che ieri è stata ufficialmente ricondotta alla positività al tampone Covid. L’anziana risiedeva nella struttura di Sottomarina da tre anni e soffriva di Alzheimer. «Mia madre aveva l’Alzheimer», dice la figlia affranta, «ma a portarla via è stato il covid-19. È giusto che la gente sappia e capisca che a causa di questo virus si continua a morire».

Due comunità in lutto per Jacopo Tonero. Aveva 50 anni ed è morto dopo quasi un mese di ricovero alla terapia intensiva dell’ospedale dell’Angelo di Mestre, dove era stato ricoverato in gravi condizioni. Il dramma è accentuato dal fatto che il professionista non fosse affetto da disturbi particolari.

Viveva in via della Lira a Bibione, lavorava dal 1 aprile del 2006 nel Comune di Caorle, dove ricopriva il ruolo di responsabile dell’Ufficio Informatizzazione. Parlava bene inglese e tedesco e dopo la maturità classica ha frequentato e sostenuto diversi esami alla facoltà di Giurisprudenza a la Sapienza di Roma, iscrivendosi poi a Scienze dell’amministrazione a Unitelma Sapienza, sempre a Roma. Tonero lascia nel dolore la moglie Patrizia Carmisin, amministratrice di condomìni nota anche a Portogruaro, e il figlio Alessandro. I fratelli Sebastiano, Michele e Filippo sono tutti architetti e persone molte note a Bibione, anche con incarichi pubblici. «La notizia è sconvolgente», ha detto il sindaco di San Michele Bibione, Pasqualino Codognotto, «è un momento molto triste, ho rivolto i sentimenti di vicinanza di tutta la comunità ai familiari diretti». «Lui è sempre stato il mio eroe», ha aggiunto il figlio Alessandro Tonero, «ora sarà la stella che mi guiderà da lassù come un faro. Prometto che farò grandi cose». Da Caorle era arrivata invece l’ufficialità. In municipio tutti si chiedevano delle condizioni del dipendente, ma da Mestre non arrivavano notizie molto confortanti. «A nome del consiglio comunale, della giunta comunale, di tutti i dipendenti del Comune di Caorle, della Polizia locale, dell’Azienda Speciale Don Moschetta, della Fondazione Caorle Città dello Sport, della Protezione Civile e mio personale esprimo le più sentite condoglianze ai famigliari del collega Jacopo, che ci ha lasciati», ha detto il sindaco di Caorle, Luciano Striuli, nel commiato al suo dipendente, «per molti anni Jacopo ha svolto diligentemente la funzione di responsabile informatico del Comune di Caorle e noi tutti lo ricorderemo per la sua grande competenza lavorativa. Jacopo lascia in tutti noi un vuoto umano e professionale incolmabile». Jacopo Tonero è la seconda vittima più giovane del Covid-19 nel mandamento, dopo frate Antonio che era originario di Annone Veneto.
La prima vittima di Cinto Caomaggiore è l’undicesima della residenza per Anziani Francescon di Portogruaro. Si tratta di Renata Pittoli, 88 anni, maestra elementare che insegnò tanti anni alle scuole Bertolini di Portogruaro. Era nata in Argentina, nella cittadina di Capila del Monte.

Vedova da qualche anno, lascia la figlia Annamaria che vive ad Azzano Decimo e i nipoti Mirko, ingegnere a Roma, e Michele, che abita a Cinto. Il sindaco Gianluca Falcomer è contrariato. «Voglio che la Residenza Francescon, attraverso la direzione, mi fornisca un elenco di tutti gli ospiti residenti a Cinto e di questi voglio sapere quanti sono i positvi. Ho sempre tranquillizzato la popolazione, fornendo cifre esatte sul numero dei concittadini contagiati. Ma della positività di Renata Pittoli nessuno mi ha mai detto nulla. Serve trasparenza. Lo devo ai cittadini. Renata era una persona splendida che partecipava sempre alle feste della donna e degli anziani organizzate dal Comune». Alla Francescon gli ospiti contagiati sono una trentina. —
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