Coronavirus, altre 4 vittime in provincia di Venezia: i volti e le loro storie

Valeria Melato di Spinea, Severina Romanato di 95 anni di Dolo, Alberto Canton di San Donà, Luigia Maria Zardin sempre della Riviera del Brenta.

VENEZIA. Record di casi positivi e di guariti. È il dato che si evince dal report della Regione delle 17 di mercoledì che segna 138 positivi in più rispetto al giorno prima, ma anche 141 guariti. Purtroppo non calano i decessi che, dal 21 febbraio, arrivano a 105. Nella giornata di mercoledì sono morte quattro persone anziane: Valeria Melato di Spinea, Severina Romanato di 95 anni di Dolo, Alberto Canton di San Donà, Luigia Maria Zardin sempre della Riviera del Brenta.

Valeria Bruna Melato, 84 anni, Spinea
Valeria Bruna Melato, 84 anni, Spinea

Tre decessi sono stati registrati ieri tra Riviera del Brenta e Miranese. A Spinea si è spenta Valeria Bruna Melato, pensionata di 84 anni. La donna si trovava ricoverata all’ospedale Covid di Dolo, dove è spirata nella notte tra martedì e ieri. Era sposata e abitava con il marito Mario Zoccoletti in via Enrico Fermi, a pochi metri dalla piazza del mercato, nel pieno centro di Spinea. I familiari, che hanno affidato le esequie in forma privata all’impresa di onoranze funebri Coppolecchia, sono profondamente addolorati e invitano i conoscenti a dedicare una preghiera alla sua memoria. Da quando è iniziata l’epidemia di Covid-19, Valeria Melato è la quarta vittima di Spinea morta per le complicazioni provocate dal virus. Prima di lei avevano lasciato i loro cari altri tre anziani in pensione: la prima vittima spinetense era stata l’ex macellaia di 81 anni Lina Schiavo, morta in ospedale a Dolo a metà marzo. Nelle settimane successive si erano spenti anche la 94enne Andreina Vianello a Mestre e Nicola Crispo, ex operaio di 78 anni, a Dolo.

Due decessi da corona virus sono invece legati alla casa di riposo di Fiesso D’Artico. All’ospedale di Dolo è morta Severina Romanato di 94 anni. L’anziana si era ammalata in casa di riposo e poi era stata trasferita all’ospedale di Dolo.

Severina Romanato, 94 anni, Dolo
Severina Romanato, 94 anni, Dolo

La donna era originaria di Sambruson di Dolo e aveva vissuto fino a qualche anno fa nella sua casa vicino alla centrale elettrica sulla strada che da Sambruson porta a Lughetto di Campagna Lupia. «La ricordo come una brava donna legata alla chiesa e alla famiglia», dice di lei don Amelio parroco emerito del paese, che conosce tutti gli anziani del posto. «Era vedova ormai da diversi anni. Tutta la comunità cristiana di Sambruson si stringe intorno ai suoi familiari». La donna lascia i figli Renzo, Fernando e Daniele, le nuore, i nipoti. A causa dell’emergenza sanitaria l’ultimo saluto in forma strettamente privata, verrà dato oggi alle 15. 30 nel cimitero di Sambruson. La messa di ricordo e funebre si terrà a emergenza sanitaria finita.

È morta sempre all’ospedale di Dolo, ma proveniente dalla casa di riposo di Fiesso, Maria Luigia Zardin. La donna era ospite da diverso tempo, e aveva 85 anni.

Alberto Canton con la moglie
Alberto Canton con la moglie

Si è spento al Covid hospital di Jesolo il professor Alberto Canton. Aveva 73 anni il docente di italiano e storia di origini padovane, sposato con la 66enne dottoressa Donatella Bernardi, da 37 anni dermatologa dell’Usl 4 e una dei medici più conosciuti nel territorio del Veneto orientale. Canton aveva dei seri problemi di salute a causa di una cardiopatia e il diabete che lo hanno indebolito nel momento del contagio da Covid-19. Il suo cuore ha cessato di battere martedì pomeriggio a Jesolo.

La moglie, dottoresa Bernardi, è ancora in quarantena dopo il contagio probabilmente avvenuto durante la sua attività di dermatologa. Ha solo avuto una leggera febbre ed è quasi guarita. «Ho adottato tutte le misure già da tempo», spiega ancora affranta per la scomparsa del marito, «purtroppo mio marito era un soggetto a rischio. Ha iniziato ad avere un po’ di febbre il 23 marzo, è stato dunque ricoverato e da lunedì 30 marzo intubato fino a quando ci è stato comunicato il suo decesso». Il figlio di 29 anni, Amedeo, lavora a Tokyo e non potrà rientrare nel breve periodo a casa per confortare la mamma.

Non ci sarà cerimonia funebre e le ceneri saranno consegnate dalla impresa funebre Zanini alla moglie come prevede il protocollo in questi casi di decesso per Covid-19. «Il mio tampone è risultato positivo il 15 marzo», ricorda la dottoressa dalla sua abitazione di San Donà dove sta per concludersi il periodo di isolamento, «anche se avevo da tempo adottato tutte le precauzioni al lavoro. Le mascherine chirurgiche probabilmente non bastano anche perché mi devo avvicinare molto ai pazienti, in particolare per il controllo dei nei. A casa abbiamo mantenuto sempre le distanze, indossato le mascherine, scrupolsamente rispettata ogni misura di prevenzione, ma certo contro questo cecchino invisibile non c’è molto da fare. Devo ringraziare i medici anestesisti dell’ospedale di Jesolo, il primario dottor Toffoletto e tutto il personale per quello che hanno fatto per cercare di salvare mio marito». Il professor Canton aveva insegnato in vari istituti nel Padovano e l’ultimo incarico era stato a Jesolo, all’istituto per il turismo Cornaro, dove ancora lo ricordano con stima e nostalgia tanti ex alunni e colleghi. La sua scomparsa ha destato un profondo cordoglio a San Donà, la città in cui abitava. 

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