Contrordine, Venezia non si ritira da Capitale della cultura

di Enrico Tantucci
VENEZIA. Contrordine: la candidatura di Venezia - con il Nordest - Capitale europea della Cultura per il 2019 va avanti e la città lagunare non si ritira, nonostante le perplessità, che restano, del sindaco Giorgio Orsoni, che le aveva espresse più volte nelle ultime settimane, alla sostenibilità sul piano normativo in base al bando europeo, a una proposta così allargata sul territorio (Veneto, Friuli-Venezia Giulia e le province di Trento) che non ha precedenti. Lo ha deciso il Comitato dei Fondatori della candidatura che si è riunito ieri a Ca’ Farsetti. Erano presenti con Orsoni, presidente del Comitato, il vice presidente della Regione del Veneto e assessore alla Cultura Marino Zorzato, i presidenti della Provincia di Venezia Francesca Zaccariotto e della Provincia di Trento Alberto Pacher, il vice presidente e assessore alla Cultura della Provincia autonoma di Bolzano, Christian Tommasini e il presidente del Comitato promotore della candidatura, Innocenzo Cipolletta. Per il Friuli, il direttore generale alla Cultura della Regione, Augusto Viola. Bocche cucite per tutti, con un po’ di imbarazzo, al termine della riunione, affidandosi a uno scarno comunicato che recita: «Dall'incontro è emersa la condivisa volontà dei componenti il Comitato Fondatori di valorizzare e mettere a frutto l'importante e proficuo lavoro svolto finora nell'interesse di tutti i territori coinvolti e pertanto di proseguire con determinazione nel progetto di Candidatura a Venezia con il Nordest Capitale europea della Cultura 2019 con rinnovato impegno. La Città di Venezia si è dichiarata disponibile a farsi promotrice del progetto, valorizzando l'esperienza maturata in questi anni di condivisione di iniziative culturali con i suoi partner. Il Comitato dei Fondatori ha dato mandato al presidente Cipolletta di redigere al più presto una road map operativa al fine di elaborare il dossier di candidatura». Orsoni avrebbe espresso anche ieri i suoi dubbi sul buon esito della candidatura, ma si è trovato in minoranza di fronte agli altri membri, tutti invece ottimisti e decisi andare avanti e con Venezia, obbligatoriamente, in prima fila. Di qui - anche per la volontà di mantenere comunque una “rete” sulla cultura allargata al Nordest a cui il sindaco tiene – il sì di Orsoni, che non se l’è sentita di «rompere» con il sistema nordestino e che ha chiesto però che si passi al più presto alla fase operativa del progetto, con una “squadra” che affianchi Cipolletta nella preparazione del dossier da presentare entro settembre e la nomina del nuovo direttore di candidatura dopo le silenziose dimissioni di Maurizio Cecconi. «Riteniamo che le perplessità normative avanzate dal sindaco Orsoni sulla candidatura siano superabili - ha poi sottolineato il vicepresidente della Regione Marino Zorzato - anche perché lo sviluppo culturale integrato del Nordest va al di là degli aspetti tecnici del bando ed è sicuramente più importante, al di là della candidatura. Non c’è alternativa al lavorare insieme e su questo siamo stati tutti d’accordo. Lo sviluppo del progetto sarà simile a quello già delineato, ma con un ruolo più accentuato di Venezia rispetto al territorio, come previsto dal bando». Esulta Filiberto Zovico, amministratore di Nordesteuropa Editore - da tempo impegnata a sostenere dall’esterno il progetto di Venezia Capitale Europea 2019 - con cui Orsoni aveva in passato polemizzato e che a fine marzo aveva avviato una mobilitazione generale in tutto il Nordest per scongiurare il rischio che il progetto venisse accantonato. «A nome della rete - dichiara - che ha fin dall’inizio lanciato e sostenuto la proposta, dopo la grande preoccupazione che un immenso patrimonio di idee e progetti venisse buttato a mare, esprimiamo tutta la nostra soddisfazione per la felice svolta impressa alla vicenda e confermiamo tutto il nostro sostegno al Presidente Innocenzo Cipolletta restando a sua disposizione per fornire tutti i supporti necessari a rendere vincente, seppur nei tempi ormai ristretti, tale candidatura». Una candidatura per la candidatura, insomma.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Riproduzione riservata © La Nuova Venezia








