Controlli a tappeto e locali chiusi in anticipo: via Palazzo blindata dopo la stretta anti movida

A Mestre il primo venerdì sera con in vigore l’ordinanza voluta dalla Prefettura. Il bar Della Moretto ha deciso di restare chiuso

Marta Artico
Carabinieri in via Palazzo
Carabinieri in via Palazzo

Via Palazzo blindata per il primo venerdì sera di ordinanza voluta dalla Prefettura dopo le ultime risse e in particolare quella avvenuta l'11 aprile. Bel tempo, clima più mite, ragazzi fuori dai locali, ma sotto stretta sorveglianza, quasi uomo a uomo. Le forze dell'ordine hanno mostrato i muscoli, via Palazzo per tutta la serata é stata sorvegliata speciale da Polizia di Stato, carabinieri, lagunari, Polizia locale reparto anti droga con il cane.

Presidiati entrambi gli accessi sia dal lato municipio, che dalla Torre, auto della polizia e jeep di traverso anche in via Caneve, con tanto di lampeggianti accesi. Curiosi che si avvicinavano cercando di capire cosa fosse successo, stupore tra chi passeggiava per andare a prendere un gelato. Per tutta la sera, dalle 19, orario spritz, a mezzanotte inoltrata, controlli a tappeto sugli avventori, identificazioni, perquisizioni dei luoghi, soprattutto dove il cane annusava qualcosa, e dei ragazzi che arrivavano per passare la serata.

In pratica si poteva bere lo Spritz, ma con i carabinieri e i poliziotti a fianco. Alcuni locali hanno preferito chiudere presto. Un vero e proprio coprifuoco. Il bar Dalla Moretta, stante l'ordinanza, ha deciso di non aprire del tutto. A fianco al cartello in cui si vieta la chiusura oltre le 21, la scritta "Chiuso per malattia", appesa in forma che sa di protesta dalla titolare. Con il Dalla Moretta chiuso, la folla era certamente ridotta in via Palazzo.

Nella serata di sabato 18 aprile, si replica. «Con l'ordinanza di chiusura alle 21 il bar Dalla Moretta non resisterà più di 15 giorni visto che apriva di sera» vociferano gli altri locali «è come farlo chiudere, il che di certo renderà in tanti soddisfatti, altri meno».

Il locale del resto, é nel mirino delle forze dell'ordine da tempo, soprattutto dopo i fatti di cronaca recenti. E sui social gira un appello con tanto di invito a condividere da parte degli affezionati clienti e degli amici del locale, in cui si chiede a tutti di essere solidali con la titolare, Cristina Tihaia.

Nel post, le ragazze che sarebbero state molestate da un avventore ubriaco la sera dell'11 aprile, spiegano come sono andate le cose, scagionano la titolare sostenendo che ora «É appesa a un filo» nel mirino di cui vuole farla chiudere per forza. Nel frattempo i residenti si dicono soddisfatti, mentre i locali sono divisi tra chi chiude presto, chi vuole le forze dell'ordine e i controlli, chi si dice danneggiato da pochi balordi e dagli spacciatori che ingaggiano Le risse.

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