Consiglio di Stato blocca i lavori alla rete elettrica, Terna: «Rischio blackout»

VENEZIA. «Fermati i lavori di bonifica nel Vallone Moranzani: 290 milioni di investimento congelati, conseguenze per centinaia di lavoratori e oltre 50 imprese coinvolti nei cantieri. Il Veneto resta a rischio blackou». Ha toni apocalittici la nota diffusa da Terna, l’azienda che gestisce la rete elettrica nazionale, per protestare contro un provvedimento del Consiglio di Stato che di fatto blocca sia la realizzazione dell’elettrodotto Dolo-Camin sia il cantiere per l’interramento delle linee del Vallone Moranzani, opera indispensabile per riqualificare l’area di Porto Marghera e realizzare un grande parco urbano a Malcontenta.
«Gli interventi sono stati sospesi perché il parere positivo del Ministero dei Beni Culturali sull’impatto dell’opera non è stato adeguatamente motivato - spiega Terna - A causa di un vizio di forma siamo costretti a sospendere da subito i lavori». La conseguenze? L’azienda è drastica: «La sospensione dei lavori congela 290 milioni di euro di investimenti, con conseguenze per oltre 50 imprese, numerose delle quali venete, e centinaia di lavoratori, tra appalti, subappalti e incarichi professionali. Impatti anche per gli utenti del sistema elettrico, costretti a rinunciare a 40 milioni di euro di risparmi derivanti dall’entrata in esercizio dell’opera».
Infine un accenno al rischio di sospensione dell’energia elettrica: «Terna ricorda che senza quest’intervento la rete elettrica del Veneto rimane in condizioni critiche con conseguenze sulla sicurezza elettrica della Regione che con il più alto deficit energetico d’Italia (-59,06%) è ogni giorno esposta a rischio black out».
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