Comunali a Venezia, il sondaggio: Venturini al 36% e Martella al 30

La rilevazione di Demetra commissionata da Martini a tre mesi dal voto indica il ballottaggio. I civici di sinistra: «Saremo determinanti»

Costanza Francesconi
Ballottaggio all'orizzonte per Ca' Farsetti
Ballottaggio all'orizzonte per Ca' Farsetti

«La città vuole un cambiamento che noi rappresentiamo. Ce la giocheremo al ballottaggio con il centrodestra». La coalizione civica “Tutta la città che vogliamo”, del candidato a sindaco di centrosinistra Giovanni Andrea Martini, rintraccia questo sentiment nel sondaggio commissionato a Demetra opinioni.net e condotto su un campione di cinquecento residenti nel Comune di Venezia, dal 16 al 23 febbraio. Quindi a tre mesi dal voto e a campagna elettorale non avviata.

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Cosa dovrà fare il primo cittadino che verrà, l’ipotesi di e la propensione al voto nell’istantanea scattata la settimana scorsa. L’avversario politico individuato è Simone Venturini. Non ancora ufficiale nella rosa, per ipotesi si porterebbe comunque a casa il 36,4% delle preferenze. Dietro di lui Andrea Martella (30,4%), terzo Martini (11,7%). Sarà perché l’agone vero deve ancora cominciare, ma il 59% degli intervistati non crede non andrà a votare, mentre risulta forte (52,5%) la voglia di rinnovamento, fortissima in centro storico (74%).

Dallo studio, le tre liste civiche pro Martini (Tutta la città insieme, Abc Ambiente bene comune – La città che vogliamo e Venezia pace e lavoro) traggono indicazioni utili da qui alle urne. Sul doppio binario, «quello del polo civico, il nostro, e del polo politico, guidato dal candidato Pd Martella, che tanto ci è stato contestato, ma si rivela vincente» precisa schietto Martini, preoccupato per le Municipalità. «C’è il rischio di perderle se il Pd, come sta accadendo, non concorda con noi i nomi da portare». Il tema, qui, è scavallare il primo turno, «a prescindere che al ballottaggio ci arrivi uno o l’altro polo», sottolinea ancora.

«Stiamo crescendo». Il feeling è positivo. Sbandierato ieri in Municipio a Mestre assieme a Susanna Polloni, capolista di Tutta la città insieme, Enrico Tonolo, presidente dell’omonima associazione, Michele Boato, capolista di Abc Ambiente bene comune – La città che vogliamo, e Gino Baoduzzi, capolista di Venezia: pace e lavoro. «Come polo civico puntiamo a chi non ha più fiducia nei partiti, fascia su cui il polo politico, con cui intendiamo lavorare, non può contare», spiegano i civici.

I punti d’appoggio individuati sono la metà abbondante degli intervistati che chiede un cambiamento, soprattutto nella città d’acqua. È il 33% degli indecisi, «su cui fare breccia», e la percezione di avere dalla propria le municipalità di Venezia, Lido e Mestre, «il margine per accaparrarsi Marghera e la sensazione che Favaro, roccaforte di Brugnaro, con solo il 33% di propensi al voto, non sia temibile», nota Martini.

Sono anche i giovani, «su cui vogliamo scommettere, ripensando la città in chiave di residenzialità, servizi al cittadino, lavoro», la premessa. Su una scala da 1 a 10, la probabilità che votino, restituisce tra il 9 e il 10 il 48% nella fascia 18-29 anni d’età. «Sono loro i nostri interlocutori». La partita, la sintesi, è tutto fuorché scontata. 

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