Commissione disciplinare «Siamo pronti allo sciopero»
L’amministratore delegato di Avm, Giovanni Seno, firmerà oggi la costituzione della commissione di disciplina che valuterà - con una inchiesta interna, richiesta anche dal sindaco Orsoni - il comportamento al timone dei tre piloti indagati dalla Procura, cercando di verificare se vi siano responsabilità nella compresenza in zoma di ben cinque battelli (alcuni, in ritardo) al momento della tragedia, con relativo ingorgo. Intanto, il personale è pronto alla mobilitazione: anche ieri, i piloti hanno diramato segnalazioni via radio i vigili per il traffico intenso a Rialto, chiedendo un presidio che non arriva, in attesa della riunione Comune-azienda in programma per venerdì, al rientro dalle ferie dell’assessore alla Mobilità Bergamo, che lunedì incontrerà i sindacati. «Vedremo come andrà il confronto», commenta Giampietro Antonini, segretario Usb, «ma se non arrivano interventi immediati e concreti per mettere un freno al traffico acqueo impazzito in Canal Grande, Bacino San Marco, fondamente Nuove, mettendo in sicurezza il trasporto pubblico, siamo pronti anche allo sciopero: non permetteremo che i dipendendenti Actv diventino il capro espiatorio di una situazione drammatica determinata da altri». E il sindacato si prepara a chiedere formalmente al pm Terzo di essere sentito come persona informata dei fatti, «per spiegare il contesto di mancato rispetto delle regole, mancanza di controlli, proliferare di imbarcazioni che hanno accompagnato questa tragedia». La tensione sta salendo tra i piloti, anche perché - ieri - sono iniziati rapporti disciplinari per interruzione di pubblico servizio a quanti, la scorsa settimana, nella mattina di nebbia fitta che è calata in laguna, hanno fermato per sicurezza i mezzi: «Non ci tutela nessuno, ci sentiamo abbandonati, quando da sempre garantiamo il servizio pubblico in condizioni di enorme difficoltà, sulla nostra responsabilità», lo sfogo.
Anche la Filt Cgil prende posizione contro Avm e l’amministrazione comunale (con toni insolitamente duri) per l’intenzione - annunciata dall’ad di Avm, Giovanni Seno - di rivedere “al rilento” le tabelle orarie dei vaporetti, data l’incompatibilità tra traffico attuale e limiti di velocità, senza però aumentare il numero dei mezzi in circolazione. «Perché le inadempienze della politica le devono pagare sempre i cittadini e gli utenti trasportati?», commenta il segretario Valter Novembrini , «Perché invece di aumentare il servizio pubblico si preferisce diminuire la presenza dei mezzi Actv e non di quelli che con il diritto e la necessità di mobilità di cittadini e turisti non hanno nulla a che spartire, se non interessi economici privati e di casta?». Il sindacato ricorda le proposte confederali per accelerare i flussi: raddoppio di alcuni pontili, riordino delle intersecazioni dei mezzi agli approdi (il riferimento ad Alilaguna e Vaporettod ell’Arte), maggiore sorveglianza sul rispetto di ordinanze e divieti. «Probabilmente risulterà più semplice e meno impattante con altri interessi, intervenire su Actv ridimensionando il servizio pubblico», conclude Novembrini, «a dispetto delle dichiarazioni del sindaco che solo ieri proclamava, senza esitazioni, la necessaria preminenza del servizio pubblico di Actv su ogni altra istanza. Il servizio di trasporto pubblico locale offerto alla Città è prima di tutto un obbligo da assolvere e non una delle possibili alternative per garantire la mobilità dei cittadini e, se ancora fosse necessario, che gli interessi generali della Città devono essere anteposti a quelli di qualsiasi altra natura e realtà! Sia chiaro fin d’ora che la Filt Cgil non accetterà comunque scelte che penalizzino il trasporto pubblico locale, i cittadini, gli utenti e i lavoratori».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Riproduzione riservata © La Nuova Venezia








