Coltelli tra i giovani a Jesolo, il sindaco De Zotti: «Linee dure e controlli preventivi con metal detector»

Dopo il caso di accoltellamento in Liguria, il sindaco di Jesolo Christofer De Zotti ribadisce la necessità di controlli serrati tra i giovani: metal detector e regole severe per prevenire la diffusione delle armi da taglio nelle scuole e nelle zone del lido

Giovanni Cagnassi
Un controllo della polizia locale a Jesolo
Un controllo della polizia locale a Jesolo

Coltelli tra i giovani e nelle scuole, sull’onda emotiva del caso di accoltellamento mortale in Liguaria, il sindaco di Jesolo Christofer De Zotti ricorda la linea dura adottata a Jesolo. Il Comune, in accordo con la Prefettura, era stato tra quelli in prima linea nei controlli al lido durante la stagione estiva nelle “zone rosse”.

E furono ampiamente impiegati i metal detector adottati dalla polizia locale. Ieri mattina il post di De Zotti ha subito acceso il dibattito nella fredda e ventosa domenica jesolana. «Il tema dell’ampia diffusione delle lame tra i giovani e giovanissimi», riflette il primo cittadino di Jesolo, «spinto anche da una certa cultura, moda, in voga, di dover essere pronti a difendere se stessi, i propri amici, la propria presunta dignità violata da fatti di bassissima importanza, appunto con la “lama”. Un’arma in mano a un ragazzino, che spesso non riesce a valutare le reali conseguenze del suo utilizzo, può portare a danni irreversibili».

«Un tempo», aggiunge il sindaco, «ad avere il coltello erano i puri delinquenti. Oggi molti ragazzi e ragazzini ritengono di doverla avere in zaino, nel borsello, nel giubbotto. Più volte in passato, in tempi non sospetti, ho cercato di porre al centro del dibattito pubblico il problema della diffusione dei coltelli. La scorsa estate, in assoluto accordo con la Prefettura, abbiamo accompagnato le zone rosse con l’implementazione dell’uso dei metal detector in funzione preventiva proprio per cercare le lame. Ci avevamo visto bene».

«Accolgo con estrema soddisfazione la bozza di decreto sicurezza del Governo», conclude De Zotti, «che vuole inserire norme più restrittive in funzione anti-coltelli e auspico che per una volta non ci sia la ridicola accusa dello “Stato di polizia”: basta vedere cosa succede. Più in generale, credo sia utile fare in modo che la gente non possa girare per strada con armi da taglio. Siccome non siamo MacGyver e non abbiamo bisogno di andare tra i boschi o frequentare corsi di sopravvivenza in città, non si vede perché un ragazzo debba girare con un coltello. Dopodiché fatte le regole, si trova sempre il modo di eluderle perché il ragazzo ha ammazzato con un coltello da cucina. Ma affermare con forza una regola e una norma credo sia cosa buona e giusta».

Gli accoltellamenti al lido di Jesolo sono stati frequenti fino a qualche anno fa e hanno coinvolto per lo più ambienti dello spaccio, pusher violenti alla conquista di spazi per vendere la droga.

Ma episodi ci sono stati anche in occasione di rapine soprattutto lungo la spiaggia e di notte. La giunta De zotti al suo insediamento ha subito adottato la linea del controlli serrati e della fermezza. —

 

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