Code, è lo “sciopero bianco” di Marchi

Gli effetti delle azioni di pressione di Save, gestore dello scalo veneziano, nei confronti dello Stato che non firma il Contratto di programma per adeguare il tariffario aeroportuale (fermo da 12 anni), iniziano a farsi sentire. Non più di qualche giorno fa proprio il presidente di Save, Enrico Marchi, alla conferenza stampa convocata per spiegare a tutti come stavano le cose, aveva preannunciato disagi in vista dell’estate e della bella stagione, come conseguenza del blocco degli investimenti.
Ieri mattina dei tredici varchi per accedere alla zona partenze, solo dieci erano aperti. Ciò ha rallentato le operazioni della security e provocato lunghe code che hanno afflitto per ore i passeggeri in attesa e hanno avuto ripercussioni sugli stessi voli, che non possono certo aspettare. Qualcuno è rimasto a terra, mentre i ritardi (di qualche decina di minuti appena) si contano sulle dita di una mano.
Ieri era giorno di crociere e di rientri: tantissimi i russi che si erano imbarcati con Msc e che dovevano prendere un aereo per tornare a casa (erano previsti ben 9 voli charter per un totale di 1.400 persone).
Tutti imbufaliti, in fila a sbuffare. La serpentina di turisti arrivava sino al ristorante all’Orto e alla pensilina esterna, i momenti di maggior caos tra le 10 e le 13.
All’attacco la Filt Cgil, che da subito aveva preso le distanze dalla linea di Marchi: «Ci sono 40 guardie abilitate che hanno fatto tutto il percorso di formazione e non vengono assunte: una situazione indegna e vergognosa, anche perché sarebbero assunti da Veneto Sicurezza, società partecipata al 100 per cento da Save per la vigilanza. Si tratta di personale che viene utilizzato per la stagione estiva e quando ci sono i picchi di lavoro e carichi esagerati. L’anno passato con lo scalo di Treviso chiuso, erano aperti tutti i varchi, lato sud e lato nord e ne erano stati aggiunti persino dove ci sono gli attuali. Adesso dicono che sono chiusi». Prosegue: «La manfrina dell’adeguamento delle tariffe non tiene, perché in questo caso il guadagno è calcolato in proporzione ai passeggeri, quindi è tutta un’altra storia. Questa è la solita vergognosa ripicca degli ingorghi, un atteggiamento irresponsabile, termine che non è ancora del tutto adatto. La gente era esasperata ed è intervenuta anche la Polaria».
La Filt Cgil ha scritto al prefetto e alla Commissione di vigilanza nazionale, che sovrintende sui servizi pubblici. «Ci sono stati disservizi importanti, le persone non possono attendere ore perdendo il volo perché i varchi non sono in funzione. Abbiamo chiesto un intervento agli enti preposti, perché per noi si configura l’interruzione di pubblico servizio. Marchi ha creato bar, ristoranti, alberghi, ma gli utili danno ricchezza solo alle sue società esterne all’aeroporto».
Nel frattempo in giro per lo scalo, è possibile trovare un volantino, nel quale l’aeroporto si scusa con i passeggeri, costretti a subire disagi a causa delle azioni intraprese dal gestore. Il presidente di Save ieri non ha ribattuto, ma la sua linea è chiara e si legge in un altro volantino: «In questo scenario di colpevole assenza di un quadro regolatorio certo, Save si vede costretta a bloccare gli investimenti e chiede ancora una volta con forza, nell’interesse della collettività, che venga sbloccata questa eterna e inammissibile situazione di stallo».
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