Cocaina, mezzo chilo di ovuli nelle mutande

I 50 ovuli di cocaina, per un peso totale di 570 grammi, erano nascosti in due calzini “ancorati” ai passanti della cintura e infilati poi negli slip. Un nascondiglio ritenuto sicuro da Braima Seidi, classe 1966, originario della Guinea Bissau, residente in Portogallo e giunto in Italia da un paio di giorni, che sabato sera era arrivato in stazione a Mestre assieme ad Alassane Zare del Burkina Faso, classe 1975, residente nel Bergamasco. Gli atteggiamenti sospetti dei due africani, in particolare i loro colloqui con tono animoso, hanno attratto l’attenzione dei carabinieri del Nucleo operativo di Mestre, impegnati in un servizio in borghese. Seidi e Zare si sono prima mischiati a un gruppo di turisti e poi, dirigendosi verso il sottopasso, si sono distanziati, uno davanti e l’altro dietro con uno zainetto. Alla vista di una pattuglia della polizia ferroviaria, i due si sono molto innervositi e hanno cercato di uscire dalla stazione dei treni. A quel punto i carabinieri sono intervenuti per bloccare i due africani e sottoporli a perquisizione personale. Zare è risultato in possesso di due cellulari giudicati dai carabinieri di interesse operativo, mentre Seidi, oltre che di un involucro termosaldato contenente presunta sostanza da taglio del peso di circa 51 grammi, è stato trovato in possesso di 50 ovuli di cocaina occultati nel calzino e poi ancora nelle mutande. I due erano in possesso dei biglietti della tratta ferroviaria Milano-Mestre che ha fornito ai carabinieri utili indicazioni investigative sulla provenienza dello stupefacente destinato alla piazza di spaccio di Mestre.
Su disposizione del pubblico ministero di turno Fabrizio Celenza, i due sono stati arrestati con l’accusa di traffico e detenzione di sostanze stupefacenti e portati in carcere a Santa Maria Maggiore. Ieri, davanti al giudice per le indagini preliminari Alberto Scaramuzza, Seidi e Zare sono comparsi per l’udienza di convalida dell’arresto. Difesi dall’avvocato Claudia De Martin, si sono entrambi avvalsi della facoltà di non rispondere. Il gip ha confermato la custodia cautelare in carcere.
I carabinieri ritengono che i due africani fossero i corrieri che rifornivano di cocaina gli spacciatori africani del quartiere Piave di cocaina in vista del ponte pasquale. L’ingente sequestro di stupefacente è stato un importante colpo assestato all’organizzazione criminale nigeriana che gestisce lo spaccio in città. I carabinieri continuano le indagini per approfondire gli elementi acquisiti con questi ulteriori arresti.
Rubina Bon
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