Cinema: «Un mese per ripartire occupazione del 50% in sala»

Foto Agenzia Candussi/ Chiarin/ Mestre, Piazzale Candiani/ Ristorante giapponese Ma Dai prima dell’inaugurazione. Nella foto: Gian Antonio Furlan, direttore IMG
Foto Agenzia Candussi/ Chiarin/ Mestre, Piazzale Candiani/ Ristorante giapponese Ma Dai prima dell’inaugurazione. Nella foto: Gian Antonio Furlan, direttore IMG

MESTRE

La paventata riapertura delle sale cinematografiche ha messo in fermento in queste ultime ore i gestori ma anche i milioni di appassionati, ai quali da sei mesi manca la possibilità di vivere un momento speciale davanti ai maxi schermi, che fa rima con cultura.

La pandemia ha stoppato tutto o quasi, e la ripartenza anche dei cinema è vista da tutti come un momento di gioia e spensieratezza. Gianantonio Furlan, da Img Cinemas (multisala Candiani) fa chiarezza sui passi da seguire.

«È tutta una questione di date - osserva - La nostra associazione nazionale di categoria ha un contatto diretto con il ministro Franceschini, e siamo in attesa di capire la tempistica per la riapertura. Non passiamo muoverci a fronte di un avviso da qui a tre giorni, ma ci serve almeno un mese per pianificare tutto. Solo per allestire il programma dei film da proiettare servono almeno quindici-venti giorni».

«Negli Stati Uniti le sale sono state già riaperte, in Inghilterra avverrà a meta maggio, e quindi c’è la possibilità di sfruttare tutto il calendario dei blockbuster americani - continua Furlan - Ma anche le nostre case cinematografiche devono decidere che cosa fare, dal momento che ci sono molti film importanti che non sono ancora passati in streaming, e quindi possono essere presentati al cinema» .

Tempi da rispettare per le scadenze, per la programmazione, mentre sul fronte delle normative anti Covid la situazione è più tranquilla.

«Ci troveremo semplicemente ad applicare i protocolli già utilizzati la scorsa estat - aggiunge Furlan - Nulla di nuovo quindi. Distanziamento in sala in modo tale da garantire almeno una occupazione del 50 per cento, e questo i cinema possono farlo tranquillamente. Poi, uso obbligatorio della mascherina se la distanza è inferiore ai due metri tra le persone, e poi liquidi igienizzanti e tutto il resto. Il riciclo di aria? Era stato già predisposto da molti, in modo da immettere aria dall’esterno. Chi non lo ha fatto si deve adeguare con gli impianti».

«Non vedo invece realizzabile un ritorno alla moda dei drive-in, così come per le arene - dice ancora Gianantonio Furlan- I privati non hanno ora la possibilità di fare investimenti così ad alto rischio, le arene possono più facilmente essere gestite da enti pubblici per le proiezioni all’aperta. È tutta una questione di fondi disponibili. Per noi, gestori di sale cinematografiche, il principale obiettivo è adesso quello di poter tornare ad aprire al pubblico dopo un lungo periodo di chiusura. La gente ha una grande voglia di normalità, e anche un bel film al cinema rientra in tutto questo». —



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