Chioggia: migliora la 12enne ricoverata con la malaria

La ragazzina è ricoverata nel reparto di Terapia intensiva dell’ospedale di Padova. Era tornata da poco da un viaggio in Africa, dove è avvenuto il contagio

Maria Ducoli
La bimba ricoverata nel reparto malattie infettive dell'ospedale di Padova
La bimba ricoverata nel reparto malattie infettive dell'ospedale di Padova

Sta meglio la dodicenne chioggiotta ricoverata in Terapia intensiva, a Padova, con la malaria. Arrivata lo scorso sabato nel tardo pomeriggio in gravi condizioni, la terapia somministrata dall’équipe del reparto dell’Azienda Ospedale Università sembra far effetto alla ragazzina che, già questa domenica, mostrava dei leggeri miglioramenti, pur restando grave.

Le prime cure alla Navicella

La bambina, sabato pomeriggio, è stata accompagnata dai genitori al Pronto soccorso all’ospedale della Navicella dopo giorni di febbre alta che non accennava a diminuire. Sintomi che avrebbero potuto essere quelli di una banale influenza o di un semplice virus e che, invece, erano scatenati da qualcosa di ben più serio. «I pediatri di Chioggia», fa sapere la direzione dell’Usl 3, «hanno prontamente diagnosticato la patologia e hanno avviato la terapia specifica.

Vista la criticità del quadro, hanno concordato con gli specialisti dell'Azienda Ospedaliera Universitaria di Padova la centralizzazione, che è avvenuta sabato in serata». Visto anche il periodo, si tratta di un caso di malaria di importazione: la dodicenne, infatti, era tornata da poco da un viaggio in Africa con la famiglia, dove è avvenuto il contagio.

I genitori

In questi casi, non trattandosi di una malattia contagiosa non sono previste profilassi. L’attenzione dell’Usl viene rivolta alle persone che possono essere state esposte alle zanzare infette, quindi ai familiari della bambina, ma l’azienda sanitaria ha fatto sapere che non ci sono sospetti di altri contagi.

La profilassi prima di partire

L’ipotesi è che, prima di partire per l’Africa, la bambina non sia stata sottoposta alla profilassi anti malarica, non obbligatoria ma fortemente raccomandata in quanto fondamentale per prevenire il contagio in aree a rischio. La prassi, in questi casi, prevede la somministrazione di farmaci specifici, fondamentale per prevenire la malaria in aree a rischio.

Infatti, la profilassi serve a ridurre il rischio di infezione, abbattendo la mortalità e prevenendo complicanze severe. Complicanze a cui è andata, invece, incontro la dodicenne che, forse, se fosse stata coperta dai farmaci non sarebbe finita in terapia intensiva.

L’incidenza

Nonostante si tratti di una malattia diffusa soprattutto nelle aree tropicali, i casi in Italia non mancano e sono soprattutto di importazione. Complessivamente, negli anni 2017-2023 sono stati segnalati 4.372 casi totali, con una media annua di 624 casi.

La categoria più coinvolta è rappresentata dagli immigrati regolarmente residenti in Italia di ritorno da viaggi nei loro paesi d’origine in visita ai familiari. I casi tra gli italiani si attestano mediamente intorno al 16%.

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