Chioggia, l’ex sindaco turnista di notte in ospedale: «Mi sento utile e si guadagna bene»

Guarnieri risponde alle richieste per le emergenze. «Servono specialisti che, ormai, si trovano solo in pensione»

Elisabetta Boscolo Anzoletti
Fortunato Guarnieri
Fortunato Guarnieri

L’ospedale chiama, Guarnieri risponde. A 15 anni dalla pensione e a 52 dalla laurea, Fortunato Guarnieri, 75 anni, medico chirurgo e ex sindaco di Chioggia per due mandati (1997-2007), è tornato a lavorare in ospedale per rispondere all’emergenza dei turni di notte. Un ritorno alle origini, carico di emozioni e voglia di dare ancora una mano.

Oltre mezzo secolo di impegno nella sanità, da dove è iniziato il suo viaggio?

«A Chioggia sono arrivato nel 1970, a 20 anni. L’ospedale proprio in quell’anno era stato trasferito dal vecchio edificio di Palazzo Grassi, alla sede attuale. Avendo il diploma di infermiere generico, che in quegli anni valeva quasi come una laurea, ho iniziato in Rianimazione. In tasca avevo la terza media per cui nutrivo già l’idea di continuare a studiare. Per due anni ho seguito i corsi serali per il diploma magistrale, che ho acquisito nel ’73, ma non bastava per fare Medicina per cui ho frequentato il quinto anno a Adria, mio paese d’origine. L’anno successivo mi sono iscritto a Medicina, ho fatto avanti e indietro per otto anni e mi sono laureato nell’84. Il primo incarico fu in Pronto soccorso a Chioggia dove sono stato per tre anni. Ma chi si ferma è perduto: mi sono iscritto alla specializzazione in Chirurgia, per altri 5 anni, e nel frattempo dal Pronto soccorso sono andato in Chirurgia».

A quel punto, la sua seconda passione, la politica...

«Sono rimasto in ospedale fino alla fine del ’97 quando sono diventato sindaco per la prima volta. Un’altra grande esperienza della mia vita. Nel 2007, alla chiusura del secondo mandato, sono rientrato in ospedale e dopo tre anni sono andato in pensione. Ma nel frattempo sono stato “cooptato” da Emergency di Gino Strada che mi ha ammaliato. Nel tempo libero prestavo servizio volontario nell’ambulatorio di Marghera e ho partecipato a missioni a Castevolturno, Milano e a Siracusa per gli sbarchi dei migranti».

E si arriva a fine 2025 quando arriva un nuovo ponte verso l’ospedale di Chioggia.

«Una cooperativa di Roma ha assunto dall’Asl il compito di reperire medici specialisti in Chirurgia per coprire le guardie notturne. I medici sono, come noto, pochi e quelli strutturati non ce la fanno a coprire le necessità di sale operatorie, ambulatori e pure le notti per cui servono medici specialisti che, ormai, si trovano solo in pensione. Non voglio fare l’eroe e dico, senza problemi, che se da un lato c’è una componente di orgoglio professionale, dall’altro c’è una buona remunerazione».

Com’è stato tornare in ospedale?

«Sono stato piacevolmente sorpreso dalle strutture di degenza, dalle attrezzature e dall’organizzazione di primo livello. Personale medico, infermieristico e ausiliario competente e dedito con grande professionalità a un lavoro complesso e delicato. Ritornare in un luogo che mi ha visto crescere nella vita e nella professione è emozionante e gratificante».

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