La proposta della Cgil Venezia: «Redistribuire il gettito del Ticket per sostenere redditi bassi»

Il segretario della Cgil Venezia Daniele Giordano chiede maggiore attenzione al disagio della città storica: «Le risorse ci sono, vanno redistribuite»

Tari Venezia, Cgil contro l’abolizione del ticket: “Aiutare chi ha redditi bassi e la città storica”
Tari Venezia, Cgil contro l’abolizione del ticket: “Aiutare chi ha redditi bassi e la città storica”

"Continuare a discutere se il ticket vada abolito o confermato è un dibattito che non porta nemmeno un euro ai bisogni reali di lavoratrici e lavoratori, pensionate e pensionati, cittadine e cittadini. Le risorse ci sono, sono strutturali, e la vera domanda politica è come vengono redistribuite. Su questo, la Giunta e il Consiglio Comunale devono decidere di sostenere i redditi medi e bassi, non chi non ha nessuna necessità di essere aiutato". Lo afferma in una nota Daniele Giordano, segretario della Cgil di Venezia.

"Il nostro giudizio - precisa Giordano - non coincide né con quello dell'Amministrazione né con chi propone l'abolizione del contributo. Chiediamo che la delibera sulla Tari, e più in generale la variazione di bilancio, si fondino su tre criteri cumulativi, in ordine di priorità: trasparenza integrale, una riduzione della Tari mirata alle fasce più deboli, costruita su base Isee o fasce di reddito equivalenti; riconoscimento del maggiore disagio territoriale della città storica, l'area che paga il prezzo più alto in termini di spopolamento e calo demografico".

Secondo Giordano "il criterio territoriale non è un'invenzione locale. Troviamo un precedente di metodo nella Gestione Associata del Turismo dell'Isola d'Elba, dove il riparto del gettito della tassa di sbarco tra i sette Comuni tiene conto del diverso impatto turistico di ciascuno. Un secondo esempio è nel meccanismo di riparto delle royalties petrolifere della Val d'Agri, dove una quota è riconosciuta direttamente ai Comuni che sopportano l'impatto del fenomeno che genera la risorsa. Non stiamo chiedendo un privilegio per la città storica contro la terraferma - conclude -. Stiamo chiedendo che le risorse siano usate tenendo anche conto di ciò che i dati documentano sul disagio causato dal turismo, con un criterio che preveda un occhio di riguardo al reddito di chi ne beneficia. È l'esatto contrario di una logica divisiva: è la premessa per una redistribuzione che rafforzi la coesione dell'intero Comune".

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