A Mestre Pam e hotel Delfino chiusi diventano rifugio per disperati: danni, rifiuti e tanfo
La situazione al limite alla fine di Corso del Popolo, in pieno centro. La protesta dell’albergo Ambasciatori: «Serve più decoro, l’abbandono attira altro degrado»

Fioriere trasformate in cassonetti a cielo aperto, con le immondizie che si accumulano di giorno in giorno settimana in settimana emanando un odore nauseabondo. Per non parlare di quelle che dovrebbero decorare l’ingresso e separarlo dai marciapiedi, divelte, a terra. Le luci di emergenza accese, le porte sbarrate. Appesi all’ingresso i ciclostilati di Enel e Veritas, sul servizio sospeso.
Siamo alla fine di corso del Popolo, all’altezza dell’hotel Delfino, che da quando è chiuso, è stato abbandonato nel degrado. I lavori sono stati eseguiti, l’hotel avrebbe dovuto riaprire in estate, dopo essere passato al gruppo Amapa, costituito da più società attive nel settore turistico ricettivo a livello nazionale ed internazionale, che dovrebbe riaprirlo.
La situazione va a braccetto con il grande spazio occupato dalla Pam, che ha levato le tende alcuni mesi fa e da quando ha chiuso, ha lasciato un vuoto non indifferente in una zona difficile e in continuità con l’albergo che per ora è vuoto. Gli spazi dovrebbero essere riaperti, ma per ora, sono entrambi chiusi e contribuiscono ad attirare sbandati, senza fissa dimora, persone che si accasciano per terra, se ne stanno a bordo marciapiede, gettano la spazzatura ovunque e fanno i loro bisogni dove capita.
L’ingresso sbarrato del park del Pam, chiuso dal 15 marzo, è diventato ricettacolo di spazzature e luogo utilizzato come una discarica a cielo aperto.

L’Ambasciatori Hotel Venice Mestre by Hilton ha scritto una mail alla proprietà del Delfino, spiegando la situazione e il degrado inopportuno, segnalando l’abbandono che attira altro degrado, in una zona che già catalizza spesso e volentieri recensioni negative. Il nuovo direttore ha risposto, promettendo che prenderà provvedimenti.
Inoltre a fianco, gli spazi di Intesa San Paolo dove si ritirano i soldi e si fanno le operazioni, sono diventati tetto per persone che all’interno dormono, bivaccano, fanno i loro bisogni. Solo avvicinandosi, si sente un odore nauseabondo, che con questo caldo diventa insopportabile. Una situazione che l’albergo segnala. Ma anche gli abitanti della zona, dalla quale i residenti che possono se ne vanno.
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