Centri sociali veneziani protesta davanti all’Ue
«Violenze sui migranti in Grecia», un centinaio di attivisti dei Centri Sociali del Nordest, tra cui molti partiti dal Morion di Venezia e dal Rivolta di Marghera, hanno protestato davanti alla sede commissione Ue a Milano con lo slogan: “Crimini della polizia greca, Europa complice”. La protesta è durata tre ore.
La manifestazione degli attivisti dei centri sociali del Nord-Est e della campagna #LesvosCalling si è svolta nel Palazzo delle Stelline in centro a Milano. E questo nonostante il divieto di assembramento imposto dalle ordinanze per limitare il contagio da coronavirus. In alcuni tweet di Globalproject.info, il racconto della protesta.
Nei tweet viene spiegato che l’occupazione è stata organizzata per «denunciare la situazione che si sta perpetrando in questi giorni» e «che vede l’Ue complice di crimini contro i diritti umani e la vita delle persone, con i sinceri complimenti per l’ottimo lavoro svolto finora nel tenere chiuso quel confine. Attivisti e attiviste denunciano la complicità di Ue con i metodi violenti e inumani di chiusura dei confini».
Secondo i manifestanti «L’Unione Europea sta attuando una guerra contro decine di migliaia di persone migranti che dalla Turchia cercano protezione in Europa ma trovano Frontex ed i carri armati di Grecia e Bulgaria. In questa settimana almeno una persona è stata uccisa e cinque sono rimaste ferite dai proiettili sparati dalla polizia greca nei pressi del confine di Kastanies tra cui un bambino nel naufragio di un gommone respinto nel tratto di mare di Lesbo».
Al grido “Europa vergogna, fermiamo la guerra ai migranti e apriamo i confini”, il centinaio di attivisti si è seduto nell’atrio del palazzo.
«Non occorre fare troppi giri di parole: quanto sta accadendo al confine fra Turchia e Grecia è il frutto degli accordi tra l’Unione Europea e il regime di Erdogan firmati nel marzo 2016. Un accordo che ha riempito di soldi le casse turche (oltre 6 miliardi di euro) del sanguinario Erdogan». —
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