Ceneri funerarie in mare ma in estate sarà vietato

Jesolo. Approvato in Consiglio il regolamento per disciplinare il rito funebre La cerimonia dovrà svolgersi ad almeno 500 metri di distanza dalla spiaggia
- Jesolo Lido dall'alto e sotto la G House
- Jesolo Lido dall'alto e sotto la G House

JESOLO. Spargimento delle ceneri funerarie, Jesolo ha ora un suo specifico regolamento. Dopo gli ormai celebri matrimoni sulla spiaggia, adesso chi vorrà sia celebrato il proprio suggestivo rito funebre davanti al mare lo potrà fare ma a determinate regole. L'assemblea nella seduta consiliare di venerdì sera ha approvato il regolamento che consente la dispersione delle ceneri anche nel Comune di Jesolo, ma solo in determinate zone. In una città turistica, lo spargimento non poteva che essere disciplinato secondo le sue caratteristiche e infatti ci saranno tempi precisi, luoghi deputati e altre condizioni che sono state esaminate in Consiglio comunale per l'approvazione finale con alcune fondamentali modifiche.

Lo spargimento potrà avvenire all'interno del cimitero, nelle aree private, ma a 50 metri almeno dalle altre proprietà, nelle aree dei boschi pubblici che si trovano in via Grassetto e via La Bassa. Un capitolo a parte riguarda lo spargimento delle ceneri in mare, che è poi l'aspirazione di molti uomini e donne che hanno chiesto di poterlo fare nel loro testamento. Jesolo non è infatti solo una città balneare in cui la gente viene a sposarsi in spiaggia. Ci sono molti affezionati alla località e anche residenti che desiderano che le loro ceneri siano sparse in mare nel giorno dell'ultimo saluto. Non lo potranno fare in estate. E lo spargimento non potrà avvenire in riva al mare. Gli emendamenti della lista civica di Daniele Bison, approvati all'unanimità, precisano che lo spargimento potrà avvenire in mare, ma non nel periodo che va da maggio a settembre. Si potrà solo da ottobre ad aprile e ad almeno 500 metri da riva. Niente urne aperte sulla battigia e tanto meno sul pontile. Bisognerà raggiungere il largo a bordo di un'imbarcazione. Tra le altre possibilità consentite, lo spargimento anche in alcuni tratti di Piave e Sile, sempre fuori dei centri abitati, quindi nelle acque della suggestiva laguna, ma lontano dagli allevamenti di pesci.

Approvato infine l'emendamento di Bison che vieta lo spargimento nelle ore notturne: «Poteva essere un rito pericoloso», spiega il consigliere, «nel cuore della notte, oltretutto strumentalizzato magari da altre pratiche non consentite, che nulla hanno a che fare con i riti funebri riconosciuti anche per legge».

Giovanni Cagnassi

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