C’è la proposta di una “bicidrovia” nell’area a rischio esondazione
mira
È prevista anche una Bicidrovia nel progetto “Idrovia Padova-Venezia. Canale navigabile e scolmatore del sistema Bacchiglione Brenta”, presentato ieri mattina a Villa Leoni nel convegno “Mira, l’idrovia e il nodo idraulico di Padova, fra pericolo idraulico e opportunità ambientali”. L’evento è inserito all’interno del Festival del Commercio equo e solidale “Si può fare – tutta un’altra cosa” che termina oggi a Mira.
Una tavola rotonda con il geologo Alberto Dacome, gli ingegneri Alessandro Pattaro e Danilo Franceschin, Massimo Coccato e Enrico Frank di B-Studio (autori del progetto dell’idrovia, approvato dalla Regione Veneto nel 2016) che ha visto una partecipazione attiva da parte di un pubblico molto preparato.
«Il progetto che presentiamo», ha spiegato Frank, «è di tipo preliminare e ha tre obiettivi principali. In primis completare l’opera per rendere l’idrovia navigabile. Il secondo, il più importante, usarla come canale scolmatore. Terzo, dare l’opportunità di sviluppare attività ludico sportive, come la bicidrovia, e di tipo ambientali, che prevedono accanto agli argini aree boschive e aree umide in prossimità dello sbocco in laguna, a Valle di Conca, adibite alla fitodepurazione per purificare le acque del canale prima di incontrare quelle della laguna».
L’idrovia si inserisce all’interno del reticolo dei fiumi Bacchiglione e Brenta (collegati tramite i canali San Gregorio e Piovego) e il Canale Nuovissimo. Un’area a rischio idrogeologico, che la Serenissima ha sempre cercato di governare con interventi di opere straordinarie che servivano ad evitare che i detriti portati dai fiumi in laguna la interrassero.
In caso di piogge eccezionali, attualmente questa rete idrografica si rivela di portata insufficiente per scolmare le acque. «Le alluvioni in questa parte del territorio ormai non sono più eventi eccezionali ma si ripetono periodicamente ogni vent’anni circa», ha continuato l’ingegnere, «Un’altra alluvione come quella del ’66 allagherebbe tutta la zona industriale di Padova con danni economici incalcolabili. Il costo di questo progetto è di 500 milioni. L’idrovia, fra l’altro, si collega in laguna al canale dei petroli, dove verrà fatto il porto off-shore per le grandi navi». Il progetto attende ora proposte da parte delle associazioni e delle comunità del territorio. —
Lieta Zanatta
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