Casa, sicurezza e sanità per gli anziani: ecco le priorità di veneziani e mestrini

Consultazione della Cgil su un campione di millecinquecento persone: per Porto Marghera necessarie le bonifiche

Daniele Ferrazza
Un intervento della Polizia per lo sgombero di un edificio
Un intervento della Polizia per lo sgombero di un edificio

Casa, sicurezza, salute sembrano essere in cima alle priorità dei veneziani in questo momento.

Millecinquecento cittadini veneziani hanno risposto, nei giorni scorsi, a un questionario proposto dalla Cgil sui principali problemi che attraversa la città. Nessuna pretesa demoscopica ma uno sguardo di superficie al sentiment avvertito dalle persone, giusto alla vigilia delle importanti elezioni che rinnoveranno il sindaco e il consiglio comunale.

Tre i filoni che emergono chiaramente sotto forma di allarme molto forte: l’esigenza di trovare casa, la presenza dei servizi sanitari di prossimità e il peso del turismo che soffoca i residenti.

D’altro canto, il grado di soddisfazione dei servizi pubblici è relativamente positivo: gran parte degli intervistati dice di godere già di gran parte dei servizi nel raggio di 15 minuti da casa. Dove sono oltre questa soglia, i veneziani chiedono il medico di base e uno sportello comunale per le principali pratiche.

Quanto alla vexata quaestio del contributo di accesso, secondo la maggior parte dei veneziani “Non serve a contenere il turismo” e, per uno su cinque, “va eliminato” tout court. Solo per il 7 per cento è una misura utile a gestire i milioni di turisti che ogni anno vogliono visitare Venezia.

Sulla sicurezza le risposte più trancianti: alla domanda se crede che nel Comune vi sia un’emergenza sicurezza il 41% risponde di sì e il 46% risponde «sì, in parte».

Interessante la risposta sulle cause: secondo la maggior parte dei veneziani intervistati le ragioni dell’emergenza sicurezza risiedono nelle dipendenze e nell’abuso di sostanze, dalla povertà e dal degrado. Una spiegazione “sociale” dunque del tema della criminalità e della microcriminalità.

Il 90 per cento degli intervistati chiede la difesa dei negozi di vicinato, ritenuti indispensabili anche per arginare lo spopolamento del centro storico, dove la causa è individuata negli affitti brevi, che vanno regolamentati.

Quanto alle priorità da consegnare alla futura amministrazione comunale, i veneziani che hanno risposto chiedono qualità e prossimità dei servizi sanitari soprattutto per gli anziani, politiche per l’ambiente comprese le bonifiche a Porto Marghera, perché possono attirare nuovi posti di lavoro.

Molto consenso ottiene la proposta, avanzata proprio dalla Cgil, di creare a Porto Marghera un polo italiano per l’intelligenza artificiale, perché in potenza capace di calamitare nuove professioni digitali. Quanto alla prima iniziativa da adottare per il futuro sindaco, i veneziani rispondono: un piano per l’abitazione sociale per i residenti e la riqualificazione delle aree industriali dismesse, percepite evidentemente come elementi di degrado e freno allo sviluppo di nuove forme di lavoro.

Anche un piano per calmierare gli affitti, ritenuti troppo onerosi. Infine, il peso dell’inchiesta che ha messo sotto indagine il sindaco e arrestato uno dei suoi assessori è ritenuta “grave” dal 90 per cento dei cittadini intervistati. Quanto alla qualità dei servizi pubblici, la maggioranza dei veneziani si ritiene abbastanza soddisfatta, dandone una valutazione mediamente positiva. 

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