Carraro su Cazzavillan «Soffriva per il fango gettato a Ca’ Foscari»

VENEZIA. Ca’ Foscari sotto lo choc della morte di Guido Cazzavillan, con il rettore Carlo Carraro che nel ricordarlo con una lettera aperta, invoca polemicamente «il fango gettato inultimente contro Ca’ Foscari», di cui il docente di Economia morto in casa per un malore e candidato al rettorato si sarebbe doluto anche con lui. Una nota, quella di Carraro - pur vicino a Cazzavillan che ha scatenato ieri molti commenti, non tutti favorevoli, nell’ateneo cafoscarino. Solo nei prossimi giorni comunque sarà eseguita l’autopsia sul corpo del giovane docente (aveva solo 51 anni) per capire con chiarezza le cause della sua morte.
«Vorrei non passassero in secondo piano le sua qualità umane», scrive Carraro a proposito della scomparsa di Guido Cazzavillan nella sua lettera aperta, «che costituiscono la grossa perdita per Ca’ Foscari e per le tante persone a cui Guido si dedicava con generosita’ ed impegno. Ogni giorno infatti trovava il tempo per una telefonata od una visita ad un collega con difficoltà famigliari o con un problema di salute o ad uno studente a cui dare consigli. Era una persona intelligente e generosa. Ho perso un amico che mi e' stato vicino per molti anni, fin dai tempi degli studi universitari, e a cui avrei voluto continuare ad essere vicino. Abbiamo tutti perso un collega che a Ca' Foscari avrebbe ancora potuto dare molto. Agli studenti innanzitutto, che apprezzavano le sue lezioni e che da ieri riempiono la sua pagina Facebook di messaggi manifestando la loro stima. Ai colleghi del Dipartimento, che ha gestito con grande equilibrio riuscendo a mettere insieme componenti disciplinari molto eterogenee e lavorando in sintonia con tutto il personale. A tutto l’Ateneo, perché aveva saputo costruire con tantissimi colleghi relazioni amichevoli, collaborazioni fruttuose, accordi capaci di superare momenti d'impasse. Il suo ruolo nel Senato accademico, nella costruzione del nuovo statuto, della nuova organizzazione dell’ateneo, dei tanti nuovi regolamenti che abbiamo dovuto approvare, è sempre stato decisivo per equilibrio, attenzione, capacità di sdrammatizzare, con un focus sui risultati importanti per l'ateneo e non su piccoli obiettivi di parte. Ci mancherà».
Ma quindi la lettera di Carraro, “vira” polemicamente verso il discredito gettato dalle polemiche su Ca’ Foscari e l’amarezza per esse che lo avrebbe accomunato al docente scomparso. «Aveva», scrive ancora Carraro a proposito di Cazzavillan, «un attaccamento all’istituzione come pochi. Mi ripeteva spesso come la cosa che piu' lo addolorava, ed era un dolore fisico, fosse l’incapacità di alcuni colleghi, critici sull'operazione nuovo campus linguistico, di capire come una cosa fossero le critiche legittime, un’altra il fango gettato inutilmente contro Ca’ Foscari, come ad esempio nel caso della strampalata, così la definiva, lettera al ministro invita qualche settimana fa quei colleghi. Ne soffriva anche più di me. E così mi scriveva per il dispiacere che provava di fronte a questo ed altri assurdi episodi, per farmi sentire la sua solidarietà e propormi le sua analisi. Sempre molto attente e razionali. Guido per Ca’ Foscari ha speso ogni sua energia. A Ca’ Foscari dedicava tutte le ore del giorno e molte della notte. L’ultimo messaggio che mi ha scritto era delle 4 del mattino di venerdì scorso e si chiudeva con “Buon risveglio”. Sarebbe bello potessi dirgli la stessa cosa oggi... Lo ricorderemo per sempre dedicando al suo nome la biblioteca del Campus economico, il suo luogo preferito... la sua passione per i libri. Lo ricorderemo con grande affetto». (e.t.)
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