A Venezia è caos nella Lega, Salvini ai ribelli: «Restate, risolveremo»

Il segretario federale telefona a Giusto e Poli cercando di dissuaderli: vacilla il posto di Sergio Vallotto alla segreteria provinciale. Si teme una slavina verso Vannacci

Costanza Francesconi
Matteo Salvini a Venezia
Matteo Salvini a Venezia

 

Da Roma, il leader della Lega Matteo Salvini ha alzato la cornetta per stanare il caos scoppiato nel partito a Venezia dopo il passaggio al Gruppo Misto dei consiglieri comunali Giovanni Giusto e Monica Poli.

Una telefonata arrivata nella serata di martedì, dopo l’annuncio del traghetto condiviso pubblicamente dai due leghisti nella seduta di insediamento del nuovo Consiglio comunale, giunta di centrodestra a guida Simone Venturini.

«Restate, la risolviamo», il monito che avrebbe condiviso il leader ai due esuli che pur ribadiscono di «non voler stracciare la tessera».

Capo cannonieri in casa Lega per i voti raggiunti alle elezioni comunali del 24 e 25 maggio, una volta costituita la squadra del sindaco, che vede Giusto consigliere delegato alla tutela delle tradizioni e Poli consigliera comunale di maggioranza, i due hanno preso le distanze dalla gestione della Lega attuata dal segretario provinciale Sergio Vallotto. «Gli elettori ci votano ma nel partito siamo invisibili». Ribelli? A giudicare dalla premura di Salvini, volti preziosi, per non dire indispensabili.

In Italia, il partito di via delle Botteghe Oscure fa i conti con il gradimento che sta riscuotendo il neonato partito di destra del generale Vannacci, Futuro Nazionale; a Venezia, alle urne di maggio, la Lega si è fermata al 4,7% dietro a FdI (12,9%). Si capisce come mai Salvini abbia acchiappato il toro per le corna. Un tentativo di ricomporre dall’alto una frattura che crepa ormai vistosamente la compattezza della Lega veneziana.

Nell’interlocuzione telefonica tra il massimo vertice del partito e i due esponenti lagunari, l’appello alla collaborazione, alla fiducia che le cose si sistemeranno. Ma quali cose?

In nocciolo del problema, per Giusto e Poli, è un governo tendenzialmente autoreferenziale, «privo di dibattito e condivisione interna di strategie e scelte da adottare per il bene del partito, imposta da parte del segretario provinciale». Vellotto, irreperibile dal Consiglio comunale di martedì.

Passa quasi in secondo piano, restando nello scenario veneziano, l’assegnazione dell’assessorato ai lavori pubblici al leghista Riccardo Brunello, trentasettenne mestrino, quarto per voti presi alle elezioni comunali, dietro a Poli, Giusto e al riconfermato assessore al commercio e attività produttive Sebastiano Costalonga.

Brunello (anche lui telefono staccato, ndr) è inoltre l’uomo scelto da Vallotto per presiedere la sezione della Lega di Marghera commissariata dopo che Andrea Pegoraro ha dato tacche.

«La Lega si è troppo moderata soprattutto sui temi della sicurezza e i risultati delle ultime elezioni comunali lo dimostrano» spiega l’ex leghista, oggi vannacciano. «Comprendo e condivido l’insofferenza di Giusto e Poli per la piega che ha preso il modo di condurre la Lega veneziana», aggiunge, «capisco il loro gesto».

Non esprime preoccupazione il sindaco Venturini: il perimetro della maggioranza non cambia.

Rumors da Ca’ Farsetti non escludono un coinvolgimento stretto tra la consigliera Poli, meglio nota a Venezia come Lady Pickpocket per il suo impegno su strada contro il fenomeno del borseggio, Venturini e Francesca Zaccariotto, vicesindaca delegata a sicurezza, polizia locale e vivibilità. Non sarebbe la prima volta in cui, in corso di mandato, spuntano nuove deleghe da conferire.

Vista l’urgenza dimostrata da Roma per appianare la crisi veneziana, non è improbabile un riassetto a breve delle figure di riferimento del partito a livello territoriale, a cominciare dal Vallotto. No comment dal commissario regionale della Liga in Veneto, Andrea Tomaello, il presidente della Regione Alberto Stefani l’altro ieri aveva invece scritto un messaggio a Giusto.

 

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