Caorle, operaio colpito alla testa da un tubo in cantiere: elitrasportato a Mestre
Un operaio di 50 anni è stato colpito alla testa da un tubo metallico caduto da 7-8 metri in un cantiere edile. Trasferito in elicottero all’ospedale di Mestre. Sul posto Suem 118, Spisal e carabinieri.

Un operaio di 50 anni è stato colpito alla testa da un tubo metallico all'interno di un cantiere edile a Caorle. L'incidente è avvenuto intorno alle ore 11.00 e ha richiesto un intervento urgente del Suem 118.
Secondo una prima ricostruzione, il tubo si sarebbe staccato all'improvviso da un'altezza di 7-8 metri, causando all'uomo una grave ferita al capo. Sul posto sono giunti gli operatori sanitari dell'Ulss 4 assieme allo Spisal e ai carabinieri di Portogruaro; è stato deciso il trasferimento dell'operaio in elicottero all'ospedale di Mestre.
I sindacati
"Oramai ci troviamo nelle condizioni, ogni giorno, di verificare il bollettino e, purtroppo, nel complesso la situazione è intollerabile. Come Cisl di Venezia serve che tutti i protocolli siano rispettati, perché la sicurezza sul lavoro non può essere solo uno slogan ma deve tradursi in fatti concreti. Le parti in causa devono fare la propria parte". Lo afferma in una nota Dario De Rossi della segreteria della Cisl Venezia, dopo l'ultimo incidente sul lavoro avvenuto stamani a Caorle (Venezia).
"Un operaio infortunato in un cantiere stradale sull'Alemagna, un altro precipitato da un'impalcatura in un cantiere edile a Marostica, un terzo colpito da un tubo a Caorle. Nel giro di poche ore - ricorda Roberto Toigo, segretario veneto della Uil - si registrano tre gravissimi incidenti sul lavoro: siamo stanchi di fare la conta dei morti e di condannare gli infortuni. C'è qualcosa di profondo nel mondo del lavoro e nella vita delle persone che sta mandando tutto all'aria. Chiediamo alla Regione Veneto, che si dimostrata disponibile e operativa, di convocare urgentemente una riunione per affrontare con forza il problema della sicurezza".
Per Monica Zambon, segretaria Cgil Venezia, e Laura Pastrello, segretaria Fillea Cgil Venezia "non bastano più la ritualità delle dichiarazioni di circostanza e gli appelli generici. Siamo di fronte all'ennesimo episodio gravissimo che dimostra come il sistema della prevenzione continui a non essere all'altezza. Il punto è politico oltre che operativo: il piano regionale sulla sicurezza non sta producendo i risultati necessari. La Regione Veneto continua a elencare programmi, iniziative e linee di intervento sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e nei cantieri, ma la realtà restituisce ogni settimana una scia di infortuni gravi e mortali che dimostra l'insufficienza delle misure messe in campo. La stessa Regine richiama piani strategici e iniziative specifiche su edilizia, prevenzione e monitoraggio dei cantieri, ma è evidente che quanto fatto finora non basta".
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