Cannaregio, rifiuti appesi o in calle. In tanti si scordano di gettare i sacchetti

Strada Nuova in ordine ma vecchie abitudini nelle calli. I residenti: «L’unica soluzione sarebbe togliere i ganci»
Gabbiani al pasto il calle Larga Vendramin
Gabbiani al pasto il calle Larga Vendramin

VENEZIA. La Strada Nuova ha un aspetto pulito e non si vede l’ombra di un sacchetto delle immondizie ma passeggiando nel dedalo di calli e campielli i rifiuti abbandonati sono davvero troppi. A Cannaregio il nuovo sistema di autoconferimento dei rifiuti e dei materiali differenziati stenta a decollare: ora i più restii sono i residenti perché, dopo le difficoltà dei primi giorni, gli albergatori, i ristoratori e i negozianti si sono organizzati prendendo accordi con gli operatori ecologici Veritas.

La raccolta differenziata dei rifiuti “porta a porta” qui è iniziata lo scorso 19 dicembre: da quella data è vietato abbandonare i sacchetti su suolo pubblico, anche vicino alla porta di casa o appenderli al muro. «La prima settimana faremo solo controlli e non ci saranno multe degli ispettori ambientali, poi andremo a caccia dei furbetti e ci sarà tolleranza zero. Per chi non rispetterà le indicazioni partirà una multa di 167 euro», avevano avvertito i vertici di Veritas. Il periodo di rodaggio è passato ma i rifiuti continuano ad essere lasciati per strada: sono banchetti en plein air per topi, gabbiani e piccioni che senza sforzo fanno festa. Le scene quotidiane sotto gli occhi di tutti: per rendersene conto basta fare un giro mattiniero nel sestiere. All’altezza di San Marcuola calle Larga Vendramin – porta dritta al Casinò – è un susseguirsi di ganci di ferro usati dai veneziani per appendere i sacchetti.

Qualche residente brontola e domanda: «Qui è sempre così, è una discarica a cielo aperto. I gabbiani piombano sui sacchetti e con il becco sparpagliano i rifiuti, poi arrivano i colombi e i ratti. Cosa aspetta Veritas a staccare dal muro questi ganci?». Sacchi sospesi anche al Ramo del Cristo. Girato l’angolo, in calle Erizzo, si notano per terra tre sacchetti neri di plastica: sono aperti e contengono cartoni della pizza d’asporto. «Addirittura oggi (ieri, ndr) è giorno di raccolta differenziata per il vetro, la plastica, le lattine non per la carta», sbotta arrabbiato un vicino. In corte Erizzo qualcuno ha perfino abbandonato un sacco con un mucchio di ghiaia. Altri rifiuti appoggiati al muro si trovano in calle Tornielli e in calle Volto Santo. Nel frattempo dalle 6,30 nei campi Santa Fosca e Santi Apostoli i residenti si recano direttamente alle barche ormeggiate dotate di compattatori a doppia camera. Un operatore Veritas annota soddisfatto: «Prima facevo due barche al giorno, ora ne faccio nove, ciò significa che la gente sta imparando e soprattutto fa la raccolta differenziata». «Vedo Venezia più pulita ma invito a segnalare chi non rispetta le regole», dice la signora Francesca Pinzan Tamburini. Con passo frettoloso arriva Hassan Barati, originario dell’Afghanistan: «Lavoro in un ristorante e trovo che questo nuovo sistema funzioni bene».

Nel sotoportego del Magazen qualcuno ha lasciato un ammasso di cellophane. «Sappiamo chi l’ha lasciato; sono i trasportatori delle barche che quando scaricano le bibite o altro poi si liberano della plastica», precisano alcuni residenti. Nei pressi delle Fondamenta Nuove ci si imbatte in altri sacchetti appesi: in calle Venier e anche in corte de la Carità. Gli operatori ecologici non ne possono più: «Continuiamo ad informare i nostri responsabili che a loro volta fanno la comunicazione agli ispettori ambientali». Ma in quei luoghi, dal 19 dicembre, non è cambiato nulla. Chiunque può collaborare a tenere pulita Venezia segnalando eventuali trasgressioni al numero verde 800.466.466 di Veritas.
 

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