Cambiate le serrature a 12 B&B abusivi

Cambiate le serrature a dodici appartamenti di Luca Keke Pan, il “re di via Piave”, già sequestrati e che amici e conoscenti dell’imprenditore cinese avevano trasformato nuovamente in Bed&Breakfast. Oltre al cambio delle serrature c’è stato l’ordine di sgombero immediato delle persone presenti all’interno, decretato dal giudice. Ad eseguire il provvedimento i finanzieri del Gico di Venezia, gli stessi che nel dicembre dello scorso anno, al termine di due anni di indagini, hanno arrestato l’imprenditore cinese.
I dodici appartamenti sgomberati si trovano tre in via Piave 143 e nove nel famigerato “Palazzo Giallo” di via Piave 161. Tutti, secondo la ricostruzione fatta durante le indagini, coordinate dal sostituto procuratore Roberto Terzo, sono di proprietà di Pan o di suoi famigliari finiti in carcere con lui.
In più di un’occasione i finanzieri, dopo il primo sequestro, erano tornati in via Piave per rimettere i sigilli agli stessi appartamenti in quanto erano stati strappati dagli stessi cinesi trovati ieri mattina all’interno. Infatti pochi giorni dopo l’arresto della “cricca Pan”, chi gestiva i B&B aveva riaperto l’attività come se nulla fosse accaduto. Dopo una prima denuncia e l’allontanamento di chi era stato trovato all’interno, ora la Procura e la Guardia di Finanza hanno scelto le maniere forti. Ieri mattina accompagnati da un fabbro gli uomini del tenente colonnello Nicola Sibilia hanno suonato a tutti e dodici gli appartamenti e consegnato gli atti ai gestori delle strutture e hanno dato l’avvio all’operazione “cambio serrature”. Molti dei turisti ospiti dei B&B erano già usciti per raggiungere il centro storico. Ma indumenti, ciabatte, valigie e altri oggetti personali lasciati nelle stanze confermacano la presenza di clienti delle strutture. Alcuni sono tornati mentre i finanzieri stavano ancora notificando i provvedimenti. Naturalmente per i gestori quei clienti erano “tutti amici” a cui loro danno ospitalità mentre si trovano in viaggio di piacere a Venezia.
Versione immediatamente smentita dagli ospiti che hanno confermato ai finanzieri di essere ospiti della struttura ricettiva a pagamento. L’indirizzo della stessa era stato trovato in Internet dove i vari B&B reclamizzano la loro attività, attraverso siti realizzati appositamente, ancora in questi giorni. E a nulla sono valsi i tentativi dei gestori di rivolgersi ai clienti in cinese per far dire loro la versione di comodo. Infatti gli investigatori erano arrivati accompagnati da interpreti di cinese.
Complessivamente sono state trovate le tracce di una quindicina di persone non residenti nelle strutture. Dopo il cambiamento delle serrature per ogni struttura sono rimasti dei finanzieri per consentire ai clienti che rientravano dopo la visita di Venezia di prendersi le loro cose e quindi andarsene.
In almeno tre casi i gestori hanno raccontato ai finanzieri di avere pagato l’affitto a Pan o alla moglie Alessia. Cifre che variano dai mille ai millecinquecento euro al mese. Non hanno saputo, o meglio non hanno voluto dire a chi in questi mesi, dopo gli arresti, hanno dato il denaro dell’affitto. Ma forse non l’hanno pagato.
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