Calenda contestato a Ca’ Foscari con il gesto della P38
Blitz del collettivo Sumud contro il leader di Azione. Il senatore smorza: «Non ne farei una questione, erano due ragazzi di numero»

Di nuovo il gesto della P38 a Ca’ Foscari in un blitz del collettivo Sumud, questa volta contro il leader di Azione Carlo Calenda. Dopo l’irruzione, il 27 ottobre, nel bel mezzo del confronto sul Medio Oriente organizzato all’università dall’associazione studentesca Futura - ospite allora l’ex deputato del Pd e presidente dell’associazione Sinistra per Israele, Emanuele Fiano - il bis con il senatore Carlo Calenda, il 5 marzo al campus di economia dell’ateneo veneziano per inaugurare la nascita di Azione a Venezia.
Lessico da anni 70, in cui molte mani esibite nel segno della P38 finirono per impugnare pistole vere, subito contestatissimo in città. In primis da Futura, attaccata dal collettivo Sumud nell’occasione e in un post sui propri canali social con scritto: «Se la guerra è il presente, guerra alla guerra, guerra al futuro, ma anche a Futura». Foto di striscioni e video allegati, seguiti da commenti e prese di posizione che Futura denuncia fermamente. «Toni gravemente intimidatori e offensivi nei confronti dell’associazione e dei suoi soci. Questo non è un episodio isolato”, scrive in una nota, “ma si inserisce in un clima di crescente intolleranza da parte di gruppi estremisti all’interno dell’Università”.
Sui suoi canali social Calenda replica sobriamente: «Non ne farei una questione. Erano due ragazzi (di numero) che hanno sbagliato il cartellone, non gli funzionava il megafono, blateravano cose incomprensibili e quando li ho invitati a esprimersi in lingua italiana al microfono si sono dileguati. So ragazzi».
A Venezia, però, le reazioni si moltiplicano. «La violenza non ha posto nelle università - commenta il candidato sindaco di Venezia del centrodestra, Simone Venturini -. Chiediamo con fermezza che la politica, senza distinzioni di parte, prenda le distanze da questi comportamenti, incompatibili con qualsiasi forma di confronto democratico. Ci aspettiamo in particolare una risposta chiara e inequivocabile da tutte le forze che sostengono la coalizione di centrosinistra alle prossime elezioni comunali veneziane».
Il commissario di Fratelli d'Italia Venezia, Fabio Raschillà, parla di «gesto ignobile che arriva da una precisa frangia violenta, quella dei collettivi e dei centri sociali, che qui a Venezia appoggeranno il centro sinistra dei Martella e Martini».
Come Venturini, anche Raschillà esprime piena solidarietà al senatore Calenda e a tutta Azione Venezia per l’accaduto. E alla sinistra chiede “di non nascondersi e dire se vuole tagliare tutti i legami con questa gente o preferisce far finta di niente per raggranellare qualche voto e farsi poi ricattare da questi personaggi e dai loro amici a Ca' Farsetti”. È un messaggio di ferma condanna anche quello del candidato sindaco del centrosinistra, Andrea Martella.
“Quanto accaduto a Ca’ Foscari durante l’incontro con Carlo Calenda è un fatto grave e inaccettabile. A lui va la totale solidarietà mia e della nostra coalizione. L’università è un luogo di studio, di libertà e di confronto – prosegue Martella – e nessuno può permettersi di negarlo con minacce o gesti intimidatori”. Sul tema, anche il segretario generale della Cisl veneziana, Michele Zanocco: “Via la violenza e l'intolleranza dall'università e dal paese. Solidarietà a tutte le donne e gli uomini di Futura”.
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