Caditoie e tombini ostruiti a Mira: il sindaco fa causa alle ditte
Sotto accusa i lavori fatti dalle aziende che si sono occupate della fibra ottica. Dori: «Quello che abbiamo visto ha dell’incredibile»

Operai che usano il catrame per chiudere le caditoie stradali, tombini appena spurgati e subito riempiti di scarti cementizi, intere frazioni lasciate senza acqua potabile. A Mira la gestione dei cantieri per la posa della fibra ottica e dei sottoservizi è diventata un caso.
Il Comune ha dato mandato ai propri legali di agire contro le ditte appaltatrici, chiedendo il ripristino immediato dei luoghi e il risarcimento danni. A far traboccare il vaso sono stati i controlli delle ultime settimane, che hanno portato alla luce una cinquantina di tombini ostruiti o completamente asfaltati.
Una situazione di grave pericolo per la sicurezza idraulica del territorio, considerando che il mirese è già stato duramente provato dagli allagamenti dello scorso anno, che avevano messo in ginocchio soprattutto Oriago.
«Siamo molto arrabbiati» dice il sindaco Marco Dori «Quello che abbiamo visto ha dell'incredibile. Ora procederemo in tutte le sedi per tutelare la nostra città. La polizia locale ha acquisito le immagini che mostrano, in località Piazza Vecchia, ma anche in altre zone del territorio gli operai di una delle ditte impegnate nella posa della fibra, mentre usano l'asfalto per chiudere deliberatamente i tombini stradali. Grazie alla segnalazione di cittadini attenti siamo stati informati di quanto accaduto. Qui non si può parlare di un errore, perché dalle immagini si vede chiaramente che lo hanno fatto deliberatamente. Ma ci rendiamo conto di quanto sia grave questo comportamento, soprattutto ora che le piogge si trasformano regolarmente in bombe d'acqua?».
Nel quartiere ex Lissandrin (la zona di via Gramsci e strade laterali), un'area storicamente in sofferenza idraulica, i residenti hanno scoperto che i tombini appena puliti dal Comune erano già stati colmati con cemento e materiali di risulta di cantiere.
«Sempre cittadini attenti» sottolinea Dori «hanno segnalato come, ad esempio nel quartiere ex Lissandrin, in quelle stesse strade che sono andate in sofferenza idraulica, i tombini che avevamo appena pulito erano pieni di residui d'asfalto e di cemento. Anche qui la responsabilità è in capo a chi ha lavorato su quelle strade. Abbiamo numerose testimonianze di cittadini. Ora abbiamo inviato la nostra ditta di fiducia a controllare tutti i tombini, ma estenderemo questa verifica a dove sono passati anche nelle altre strade interessate dai lavori di chi sta operando nei sottoservizi».
E intanto a Borbiago, ieri un escavatore ha tranciato una grossa condotta dell'acqua potabile, lasciando un intero quartiere a secco per ore. «Ho ricevuto moltissime proteste per quanto accaduto a Borbiago» conclude Dori «Lamentele che si aggiungono ai lavori fatti sulle strade anche nei mesi scorsi non a regola d'arte per i quali ricordo che l'amministrazione è già intervenuta, multando a più riprese le imprese. Ora abbiamo attivato anche i nostri legali per ottenere la sistemazione in tempi rapidi dei danni provocati e il risarcimento all'ente locale».
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