Cacciari e le primarie per Venezia: Pellicani-Casson, sfida di livello

VENEZIA. «Saranno primarie serie, tra persone per bene e capaci, che possono voltare pagina rispetto al recente passato». Massimo Cacciari smette i panni di «gran tessitore» e diventata ormai ufficiale la candidatura di Nicola Pellicani – giornalista e segretario della Fondazione che lui presiede, dedicata al padre Gianni Pellicani – torna a fare il «saggio super partes». E a disegnare scenari per il prossimo quinquennio. Si vota in maggio, e le primarie del centrosinistra per la scelta del candidato dovrebbero tenersi a metà marzo.
Però, Cacciari, non è un segreto che il nome di Pellicani è stato fatto da lei e adesso appoggiato da Roma, dalla segreteria nazionale. Il Pd si fa imporre i candidati da Roma?
«Ma dai...! Non è vero che il nome l’ha fatto Roma. Se dovevano appoggiare qualcuno avrebbero fatto altre scelte. Io ho lanciato quell’idea, di una persona relativamente giovane, comunque nuova della politica, mestrino: secondo me in grado di unificare il partito e il centrosinistra veneziano. Nicola è una persona indipendente e responsabile. Da oggi il destino è nelle sue mani, può decidere solo lui».
L’economista Giavazzi vi ha attaccato duramente sul Corriere della Sera. Una scelta, scrive, che va nella direzione di non rompere con i poteri forti e con gli equilibri del recente passato.
«È un’utile provocazione, uno stimolo per i candidati che saranno in campo alle primarie che potranno innovare davvero sui loro programmi. Sono tutti estranei alle ultime vicende. Quanto a Giavazzi, non può far finta di non sapere e non ricordare che il sottoscritto si è battuto contro il Mose. Anche in aperta polemica con il giornale dove lui scrive».
I poteri forti con chi staranno?
«In questa città ormai non c’è più alcun potere davvero forte, sono cambiate molte cose, forse Giavazzi non se n’è accorto».
Il Pd ha scelto Pellicani perché ha paura di Casson?
«Non credo. Io ho detto subito che Casson avrebbe fatto meglio a fare il padre nobile e a continuare il lavoro di senatore che sta facendo molto bene. Avrebbe fatto bene anche ad appoggiare lui per primo un candidato nuovo come Pellicani, a cavalcare l’innovazione. Ma non è andata così».
Cacciari appoggerà Casson o Pellicani?
«Pellicani, per le ragioni che ho detto, perché mi pare una figura in grado di garantire maggiore consenso».
Se le primarie le vince Casson o qualcun altro?
«Che discorsi, tutti dovranno appoggiare alla fine chi vince le primarie se non ci vogliamo suicidare. Del resto qui non siamo a Genova, il clima non è quello, e un caso Cofferati non esiste. Le differenze dei programmi non sono strategiche, di fondo. Ci sono in campo persone dalle storie diverse, dalle sensibilità diverse. Ma ragionevoli e dialoganti. Credo che una soluzione si potrà trovare».
Pellicani non ha alcuna esperienza politica e amministrativa.
«Nemmeno Casson ce l’ha, se è per quello. E questo potrebbe essere un vantaggio se farà una squadra giusta. Saranno primarie di alto livello, di confronto e di proposta. E i candidati, tutti nuovi, alla fine potranno collaborare». Anche governare insieme? «Questo lo decideranno loro. Ma si preannuncia una competizione di qualità, dove i cittadini potranno scegliere tra persone di qualità, pur con sensibilità diverse. Non finirà come in Liguria».
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