Ca’ Foscari e Iuav puntano all’M9 25 start up dal Vega al chiostro

La Fondazione di Venezia si affida all’innovazione per il rilancio dell’area  Il presidente Bugliesi: «Primo piano ok, siamo in trattativa per il secondo» 

Innovazione. È questa la parola chiave che segna la seconda vita della Fondazione di Venezia, da pochi mesi in mano all’ex rettore Michele Bugliesi. Innovazione non solo per le trattative in corso per affittare il secondo piano del chiostro, ma anche per un prossimo futuro che potrebbe ospitare nel centro di Mestre start up e spin off degli atenei veneziani.

«Entro l’estate dovremmo rendere noto il nome di chi si insedierà nel secondo piano del chiostro» spiega Bugliesi «Per adesso stiamo negoziando e quindi le trattative sono riservate, ma posso dire che si tratta di una realtà dell’innovazione, in linea quindi con l’indirizzo che stiamo seguendo per il rilancio delle attività della Fondazione».

Attualmente il primo piano è affittato a Bio4Dreams, chiamati da Bugliesi «i dreamers», che per quest’anno hanno a disposizione 750 metri quadrati e dal prossimo 1000. Ora rimane il secondo piano da piazzare che darebbe un volto nuovo al chiostro che negli ultimi anni non è stato teatro del rilancio sperato. La nuova vita dell’M9 ha visto l’arrivo di Fabrizio Renzi, «membro del consiglio di amministrazione con delega alle risorse umane e non amministratore delegato», come ci tiene a sottolineare Bugliesi, è presidente della società di servizi e tecnologie per l’arte RnB4culture ed è socio con lo 0,6% di Bio4Dreams.

La Fondazione ha investito un milione di euro in Bio4Dreams, l’incubatore che ha affittato gli spazi al primo piano e che porterà in futuro le start up: «La Fondazione ha investito nel capitale della società, ma non ha nulla a vedere con il rapporto economico degli affitti», precisa il presidente. Rimangono ancora vuoti alcuni spazi: «Stiamo rimuovendo le scale e questo amplia di più le metrature disponibili», prosegue Bugliesi. «Al piano terra e al primo piano diciamo che ci siamo, quello che stiamo portando a termine è il secondo piano».

In realtà ci sarebbero alcune realtà pronte a sbarcare nel chiostro. Sono le start up e gli spin off delle università Ca’ Foscari e Iuav, circa 25 in totale, che sono attualmente al Vega, ma che potrebbero in un prossimo futuro entrare nell’incubatore per erogare servizi alle imprese e alla cittadinanza. «Nei giorni scorsi abbiamo ultimato la selezione di 45 ricercatori che da qui in avanti lavoreranno alle start up e spin off delle università» spiega il professore Lorenzo Fabian «Lo scorso luglio abbiamo ottenuto un finanziamento dalla Regione Veneto pari a 1.135.760 euro che ci aiuteranno a perfezionarci. Bugliesi conosce queste realtà e ha sempre dato importanza alla ricerca». Tra le realtà del Vega che potrebbero erogare servizi al territorio ci sono la Tooteko che si occupa di design per musei digitali, Poplab e Fablab di fabbricazione digitale, Adaptev di sviluppo sostenibile, Ri-Prese di raccogliere memoria audiovisiva e Oltre di mobilità a persone affette da disabilità.

«È una possibilità, ma non abbiamo ancora fatto un ragionamento», spiega Bugliesi. «Bio4Dreams ha un modello per cui alcune start up le adottano e altre vengono semplicemente ospitate. Loro sono legati all’ambito delle scienze della vita e alle scienze e tecnologie per l’ambiente. Questi sono i settori primari, ma se ci sono altre start up sono le benvenute. Intanto speriamo che si possa aprire per visitare la mostra sugli alberi e a maggio quella sullo studio Sauerbruch e Hutton, autori dell’M9». —



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