Buranelle scomparse, la pista della polvere da sparo

Nelle indagini sulla scomparsa, 24 anni fa, delle due donne arriva un nuovo input dagli accertamenti eseguiti dalla polizia scientifica sui reperti sequestrati a Nicola Alessandro, 54 anni, l'unico indagato, reato ipotizzato duplice omicidio e occultamento di cadavere. Ma la difesa contrattacca e parla di contaminazione.

VENEZIA. Scomparsa delle "buranelle", un nuovo input alle indagini arriva dagli accertamenti eseguiti dalla polizia scientifica sui reperti sequestrati a Nicola Alessandro, 54 anni, l'unico indagato, reato ipotizzato duplice omicidio e occultamento di cadavere, per la scomparsa delle due donne.

Dalle analisi è emerso che sui quattro indumenti sequestrati all'indagato - un giaccone, un cappotto, un paio di pantaloni e una giacca - ci sono tracce di polvere da sparo. Secondo la difesa rappresentata dall'avvocato Igor Zornetta, si tratta di contaminazione dovuta ad una cattiva repertazione degli indumenti. Spiega l'avvocato: "Secondo il nostro esperto,  il dottor Luciano Garofalo ex comandante dei Ris, sia in fase di sequestro che di conservazione degli indumenti non si è proceduto in maniera corretta. Ad esempio  il poliziotto che ha sequestrato i capi non usando i guanti, aveva sparato negli ultimi giorni, ha sicuramente contaminato i capi. Inoltre gli stessi non sono stati conservati in maniera corretta. Del resto a quel tempo, 20 anni fa, i protocolli operativi erano diversi. E poi è pensabile che il mio assistito abbia sparato in momenti diversi, a ore di distanza, per uccidere? Infatti i capi sequestrati  li ha indossati in ore diversi e lontane tra loro", conclude Zornetta.


 
Nicola Alessandro è indagato dall'ottobre dello scorso anno, quando gli agenti della Squadra Mobile di Venezia, gli hanno notificato l'atto con il quale la Procura ha chiesto e ottenuto dal gip l'esame del DNA su oggetti e capi di abbigliamento che gli sono stati sequestrati negli anni successivamente alla scomparsa delle due ragazze. I nuovi metodi di analisi scientifica hanno permesso questo ennesimo colpo di scena. Sarà la volta buona?

Le due ragazze di Burano, Paola Costantini e la nipote Rosalia Molin (ex fidanzata di Alessandro), di 29 e 25 anni, sono scomparse il 27 ottobre del 1991, dopo essere scese dal vaporetto a Treporti. Avevano detto di voler andare a vedere un film al cinema a Jesolo. Non sono più tornate a casa. Di loro non si è saputo più nulla nonostante le indagini e le ricerche. Poi la svolta circa due anni fa quando, sulla scorta delle dichiarazioni di un poliziotto che aveva ricevuto una soffiata da un teste giudicato attendibile, il pregiudicato Umberto Manfredi fino a quel momento rimasto in silenzio, l'inchiesta è stata riaperta con il fascicolo sempre affidato al procuratore aggiunto Carlo Nordio.    

Interpress/M.Tagliapietra Venezia 16.10.2014.- Mose, Tribunale, Cittadella della Giustizia. Nordio
Interpress/M.Tagliapietra Venezia 16.10.2014.- Mose, Tribunale, Cittadella della Giustizia. Nordio

Dall'analisi dei reperti sono emersi elementi che oltre a dare nuovo impulso alle indagini, fanno imboccare una pista precisa agli investigatori.

Suicidio di un agente alla questura di Venezia
Suicidio di un agente alla questura di Venezia


Questi i reperti su cui su cui sono stati eseguiti gli accertamenti tecnico biologici: cappotto di colore nero; una giacca in stoffa a quadri; un paio di pantaloni di colore nero in cotone; un giaccone trapuntato di colore nero; un paio di scarpe di colore nero; dei granelli di sabbia rinvenuti all'interno delle tasche del giaccone; alcune foglioline essiccate di ciliegio trovate nelle tasche del giaccone; 4 capelli di colore nero lunghi 5 cm; due micro fibre di colore verde trovate sul cappotto; 3 capelli di colore castano chiaro rossiccio lunghi 12 centimetri rinvenuti sul cappotto; alcune fibre di colore rosso vivo rinvenute sul cappotto blu; una chiave a tubo marca Usag e numero 10 dello stesso tipo di quella rinvenuta nel bagagliaio della Fiat 126 di Rosalia Molinari; una chiave da serratura con piastrina in plastica riportante la scritta "WC 4 Zensci" è trovata nel cruscotto del furgone di Alessandro e di cui l'uomo non sa spiegare la provenienza.

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