«Bufera per quattro cartelli goliardici»

Chioggia. Il vescovo Tessarollo boccia la tempesta mediatica sulla spiaggia fascista e la nuova legge chiesta dal Pd
CHIOGGIA. Il vescovo di Chioggia, monsignor
Adriano Tessarollo
, interviene sulle pagine del settimanale diocesano “Nuova Scintilla” sulla vicenda Punta Canna, la cosiddetta spiaggia fascista salita alla ribalta delle cronache nazionali.


«Quanto esposto a Punta Canna», dice il vescovo, «mi ha fatto andare col pensiero alle gride di manzoniana memoria, l’impotenza cioè dell’apparato giudiziario a fronte di una proliferazione di leggi e leggine pressoché inefficaci, talmente numerose che mancano di concreta applicazione». Sulla vicenda di Punta Canna, sulla quale sta indagando la Procura della Repubblica, mons. Tessarollo ha le idee abbastanza chiare. «Invocare la necessità di una nuova legge a partire da quattro cartelli goliardici di nessun rilievo politico e, a quanto mi è dato sapere, neppure rivoluzionario, seppur nostalgico di un certo ordine pubblico che non c’è, mi pare certamente allarmistico. Tanto più che la cosa riguarda un semplice tratto di spiaggia frequentato da gente che ci va perché apprezza una certa organizzazione, ma non certo con obiettivi di ricostruzione di un certo disegno politico» .


Parole che hanno trovato consensi e dissensi nel mondo politico chioggiotto. «Condivido in pieno», dice
Marco Dolfin
, capogruppo della Lega in Consiglio «quanto afferma il vescovo. Si è montato un caso per distogliere l’attenzione a livelli nazionale ed internazionale sul grave problema dell’immigrazione. In Italia ci sono 5 milioni di poveri e stiamo parlando di quattro cartelloni». Parere positivo sul pensiero di mons. Tessarollo lo esprime anche
Nicola Boscolo Pecchie,
coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia. «Non posso che condividere quanto dice il vescovo perché di fatto si è andati ben oltre il reale problema, sollevando un polverone su una vicenda lontana dalle politiche cittadine solo per favorire la legge Fiano» . Non si esprime sulle parole del vescovo ma prende le distanze dai fatti di Punta Canna l’ex sindaco
Giuseppe Casson
. «Sullo specifico episodio», afferma, «sarà la Procura ad esprimersi, ma è chiaro che non va bene enfatizzare un periodo tragico del nostro Paese» . Si dissocia invece
Barbara Penzo
del Pd. «Bisogna fare attenzione a certe cose perché si parla di un periodo storico ricordato per l’antidemocrazia e per i tanti morti che ci sono stati. Mi hanno dato fastidio, come donna, anche certi cartelli sessisti. Questo signore bisognava fermarlo». Molto critico anche il segretario clodiense di Rifondazione Comunista,
Francesco Zennaro
. «Mi sarei aspettato un forte distacco da chi ha a capo papa Francesco e deve essere attivo nella difesa delle parti deboli della società».


Daniele Zennaro


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