Bucintoro, concessa la Tesa 3 per costruirlo

Arsenale: dal Comune alla Fondazione che si è assunta il compito di rifare la nave dei dogi

Il Comune ha concesso per quattro anni in concessione alla Fondazione Bucintoro la Tesa numero 3 delle Galeazze all’arsenale, per la costruzione della sesta versione della storica imbarcazione della Serenissima su cui si celebrava ogni anno lo Sposalizio del Mare. Previsto un canone concessorio di circa 13 mila euro annui per l’utilizzo dello spazio. La Marina Militare già ospitava presso gli spazi dell’Arsenale le prime attività legate alla realizzazione dell’imbarcazione, ma ora la Fondazione Bucintoro avrà a disposizione uno spazio permanente per tutte le fasi della lavorazione. Saranno contestualmente avviati anche corsi per maestri d’ascia e carpentieri.

Si è così sviluppato un accurato Cronoprogramma di Attività di Commessa per la costruzione del nuovo Bucintoro di circa 40 mesi, che prevede costi generali pari a 5 milioni di euro; comprensivi della messa in sicurezza operativa degli ambiti delle Galeazze Tre. Naturalmente escludendo la realizzazione della successiva parte museale che dovrebbe trovare compimento, in concomitanza, anche con sostegni adeguati in ambito istituzionale tra le pieghe degli accordi già prefigurati con l’Amministrazione Comunale di Venezia e la Marina Militare per l’impiego della Casa del Bucintoro e dell’annesso Edificio delle Vele. Con tali presupposti, sono state sviluppate da parte della Fondazione Bucintoto. adeguate indagini conoscitive mediante apposite metodologie di project financing che hanno consentito di predisporre una più che sostenibile ipotesi di Piano Finanziario. Il Bucintoro riparte dai suoi legni, le seicento querce che arriveranno dai boschi dell’Aquitania per realizzare la sua chiglia, offerte dalla Francia e in particolare dalla città di Bordeaux e dalla regione che la circonda, per “riparare” in qualche modo all’offesa recata dalle truppe di Napoleone che lo distrussero nel 1798.

Raggiunto un accordo con l’équipe transalpina di Alain Depardieu - produttore cinematografico e fratello dell’attore - e Patrick Brunie, che si sono innamorati del progetto, iniziando a preparare il film documentario “Il Bucintoro del Terzo Millennio” girato a Venezia, già in parte presentato in occasione della Mostra del Cinema. La strada per la ricostruzione definitiva del Bucintoro è ancora lunga, ma si sono intanto poste le basi per la sua realizzazione, cominciando appunto dalla «casa» all’Arsenale che ospiterà il cantiere dell’intervento. Il Bucintoro era la nave dei dogi, il barcone gigante (lungo 35 metri) ricoperto di lamine d’oro e di velluti cremisi, a bordo del quale il Doge riceveva re e imperatori e da dove, una volta all’anno per la festa dell’Ascensione, celebrava il rito dello sposalizio di Venezia con il mare lanciando in acqua un anello.

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