«Brugnaro correva» Archiviato l’esposto
Il consigliere pentastellato Davide Scano aveva presentato un esposto in Procura ipotizzando l’omissione di atti d’ufficio dopo che, in qualità di consigliere, aveva chiesto l’accesso agli atti al comandante della polizia locale Marco Agostini, al segretario comunale Maria Teresa Asteria e al vice Francesco Vergine. Il grillino chiedeva copia di tutti i verbali elevati dalla pattuglia della Polizia locale con il telelaser in Punta della Dogana il 27 maggio 2016 tra le 15.30 e le 16.30, nel pieno rispetto delle norme e della privacy. La risposta era arrivata 78 giorni dopo, peraltro non completa dei nomi dei multati. Tra loro ci sarebbe stato il sindaco Brugnaro.
Ora il gip di Venezia, su richiesta del procuratore aggiunto Stefano Ancilotto, ha deciso di archiviare il procedimento, non ravvisando i presupposti del reato di omissione d’atti d’ufficio. Una decisione, questa, a cui il consigliere Scano, con l’avvocato Claudio Beltrame, si opporrà con un reclamo contro il decreto di archiviazione. Il gip, nell’archiviare il fascicolo, ha sostenuto che la privacy, a cui il comandante Agostini aveva fatto cenno durante uno scambio di battute con il consigliere Scano in una pausa di un consiglio comunale, rappresenta un motivo giustificato per non aver fornito i dati. Inoltre che la pretesa di conoscere i dati richiesti non sarebbe stata giustificata. Scano, però, sostiene di aver domandato tali informazioni non in veste di privato cittadino, ma di consigliere comunale, il quale non deve motivare la propria richiesta. La battaglia, dunque, è destinata a proseguire.
Nell’esposto si leggeva che «Nei mesi di maggio e giugno 2016 sono giunti allo scrivente da parte della cittadinanza alcune segnalazioni circa un presunto comportamento illecito tenuto da uno degli amministratori comunali a bordo di un natante privato, lanciato ad estrema velocità lungo il Canale della Giudecca e immortalato casualmente dal telelaser della Polizia locale. Come da prerogative consiliari, è stata presentata una formale richiesta di accesso agli atti ma ad essa non è stata data alcuna risposta e, solo in seguito ad alcuni solleciti, è pervenuta una risposta del tutto tardiva, insufficiente ed erronea». —
Rubina Bon
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