Brigadiere della Finanza condannato per corruzione
San Donà. Due anni e sei mesi al militare che voleva farsi pagare la caldaia da una panettiera in cambio di controlli più morbidi. Ventidue mesi al complice

SAN DONÀ. Due anni e sei mesi di condanna per corruzione - nella fattispecie l’articolo 319 quater che punisce l’induzione indebita a dare o promettere utilità - per Lanfranco Follador, il brigadiere della Guardia di Finanza all’epoca dei fatti in servizio a San Donà (e ora sospeso) accusato di aver chiesto a una panettiera il pagamento di una caldaia per evitare la prosecuzione dei controlli fiscali a carico dell’attività. Lo ha deciso ieri la gup Roberta Marchiori al termine del giudizio con rito abbreviato. La giudice ha concesso le attenuanti generiche in virtù del risarcimento del danno. Il brigadiere, difeso dagli avvocati Luca Pavanetto e Rosa Parenti, è stato invece condannato a un anno per ricettazione di una decina di orologi di firma, che però erano falsi, dei quali non ha saputo fornire una spiegazione in relazione al possesso.
Un anno e dieci mesi di condanna, sempre con rito abbreviato, per Adriano Tonicello, l’idraulico di Eraclea accusato di aver agito in concorso con il finanziere e finito davanti al giudice con la stessa accusa. Anche lui, difeso dall’avvocato Alessia Cavezzan, ha risarcito il danno. È stato infine rinviato a giudizio Domenico Peruffo, dirigente della “Idrosanitaria” di San Donà: la prima udienza del processo è fissata per il 13 novembre.
Ora i difensori di Follador e Tonicello impugneranno la sentenza in appello con l’obiettivo di ottenerne la riforma. Le richieste di condanna da parte del pm Roberto Terzo erano state molto pesanti.
Il caso era venuto alla luce a settembre dello scorso anno. A denunciare Follador e Tonicello era stata una panettiera di Eraclea a cui era arrivata la richiesta di pagare la fattura di una caldaia nuova per seimila euro da montare in casa del finanziere. Il panificio in questione aveva già subìto controlli e sanzioni a causa della mancata emissione di scontrini ai clienti e Follador aveva fatto capire alla titolare che avrebbe rischiato di peggio se non lo avesse accontentato. Così aveva mandato l’amico idraulico Tonicello a fare pressioni in modo che gli pagasse la caldaia. Lei, invece, ben consigliata dal suo commercialista con la quale si era confidata, aveva denunciato il ricatto. I finanzieri - le indagini erano state condotte dalla Compagnia di Jesolo – avevano effettuato controlli anche alla “Idrosanitaria” di San Donà dove il brigadiere e l’idraulico avevano acquistato la caldaia, chiedendo che la fattura fosse intestata alla titolare del panificio. Peruffo, che aveva seguito l’acquisto, appena i finanzieri se ne erano andati, aveva avvisato Tonicello che aveva chiamato Follador. In sede di interrogatorio, il finanziere aveva cercato di scaricare una parte di responsabilità su altri.
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