Braccia incrociate per le scuole sporche

Da Venezia a Napoli, dove le donne delle pulizie hanno occupato decine di istituti, il problema della scuole sporche fa ora tremare tutta l’Italia e il Parlamento cerca di metterci una pezza, per garantire l’igiene almeno fino alle fine di marzo, dando un mese di tempo al nuovo governo Renzi per risolvere definitivamente il problema.
Questa mattina alla commissione bilancio del Senato sarà votato un emendamento al decreto noto come “Salva Roma” e di cui è già stata prevista la copertura finanziaria con fondi del Ministero dell’Istruzione che stanza 24 milioni di euro a garanzia delle pulizie scolastiche almeno fino alle fine di marzo. Nel pomeriggio il testo - nel quale tra l’altro è stato introdotto anche il “Salva Venezia” - arriverà invece in aula. L’emendamento sarà presentato da Giorgio Santini, dopo che i parlamentari veneziani del Pd, ma non solo, si erano impegnati per cercare di trovare una soluzione. In ogni caso la strada dell’emendamento, così come quella del decreto “Salva Roma” cui è collegato, è ancora tutta in salita. E non c’è certezza che i soldi saltino fuori.
Dopo le proteste di Venezia l’accelerata nella richiesta di ulteriori fondi, così da garantire le pulizie delle scuole in un periodo delicato come quello del cambio di governo, è arrivata dalla grande mobilitazione di Napoli dove le donne delle pulizie - in questo caso per la maggior parte iscritti alle liste dei lavoratori socialmente utili - hanno occupato decine di scuole, raggiungendo la ribalta nazionale. Ma dopo i casi di Venezia e Napoli sono tutte le città d’Italia, oggi, ad avere paura, dal momento che in nove regioni il cambio dell’appalto delle pulizie avverrà il primo marzo.
A Venezia, come si ricorderà, risale invece il primo gennaio, con l’assegnazione alla Manutencoop, la società vincitrice dell’appalto Consip. Se ne è discusso ieri anche nella riunione della Commissione Istruzione e Scuola dell'Anci che si è aperta proprio con la relazione dell’assessore comunale alle Politiche educative, Tiziana Agostini. «L’impegno dell’Anci adesso» spiega l’assessore «è quello di interagire direttamente con Matteo Renzi, che già nei giorni scorsi si era speso in termini propositivi per quanto riguarda l’edilizia scolastica». Dopo tanto parlare però le donne delle pulizie non si fidano, e per questo le segreteria nazionale di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uil Trasporti hanno organizzato, per il prossimo 4 marzo, uno sciopero nazionale, che nelle scuole della città e della provincia rischierà di peggiorare la situazione igienica di aule e corridoi.
Anche i genitori, che sabato scorso hanno dato vita a una partecipata e colorata manifestazione in centro storico, non hanno nessuna intenzione di mollare la presa. E poiché il logo dei comitati scolastici è diventata la faccina con l’espressione triste, il comitato ha pensato bene di diffonderlo, e di lanciare l’iniziativa delle lenzuola appese alle finestre delle scuole ma anche delle case. Volantini e forse anche gadget sono in via di preparazione, e l’iniziativa verrà ufficialmente lanciata nei prossimi giorni anche se girando per le strade si vedono già la prime faccine tristi appese alle finestre. «Anche perché, sperando che il problema della scuole sporche venga presto risolto» dice Lucia Veccia, una rappresentante dei genitori «resta poi il problema delle maggiori risorse che comunque vanno destinate alle scuole. L’esperienza di sabato è stata fantastica, e noi vogliamo continuare a far sentire la nostra voce».
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