Blocco dell’impianto Gpl emendamento non ammesso

Dichiarato inammissibile l’emendamento per fermare l’impianto gpl, smentito l’ottimismo del sindaco Alessandro Ferro che lunedì in auditorium aveva dato per certa la risoluzione veloce della vicenda.
L’emendamento alla Legge di Stabilità, presentato in Senato dai parlamentari Cinquestelle Vanin, Endrizzi e Guidolin, mirava a escludere la possibilità di mettere in funzione impianti di questo genere in siti tutelati e inseriti nel patrimonio dell’Unesco, come appunto la Laguna di Venezia. Non è nemmeno arrivato in discussione perché è stato dichiarato inammissibile e oggi si conosceranno le motivazioni dell’esclusione.
Nel giro di tre giorni la città, o quanto meno i suoi amministratori, sono passati dal massimo dell’euforia alla doccia fredda di ieri. Il sindaco aveva “sfoderato” l’arma dell’emendamento durante il suo intervento di lunedì nel convegno promosso dal settimanale diocesano Nuova Scintilla per dibattere dei rischi dell’impianto. Con un colpo di teatro aveva letto in diretta il messaggio appena ricevuto dai parlamentari Cinquestelle. «L’impianto non entrerà mai in funzione», spiegava Ferro, «vi leggo il testo dell’emendamento alla Legge di stabilità che metterà la parola fine in pochi giorni a questa brutta vicenda. Possiamo festeggiare. Il ministro Patuanelli (Mise) ci aveva promesso una soluzione legislativa e eccola qua».
Un annuncio che aveva provocato applausi nel pubblico, soprattutto nella claque in prima fila. A intiepidire gli entusiasmi ci ha pensato subito il presidente dell’Autortià portuale di sistema Pino Musolino. «Io sarei più cauto», aveva detto, «e prima di gioire attenderei di verificare la tenuta del testo e di vederlo approvato. Solo dopo penserei alle feste».
In effetti la profezia si è avverata meno di 72 ore dopo con la dichiarazione di inammissibilità in commissione al Senato. «Siamo chiaramente perplessi», spiega il presidente dei No Gpl, Roberto Rossi, «certo attendiamo di leggere domani (oggi ndr) le motivazioni per dare un commento nel merito, quello però che sappiamo è che il testo non era stato condiviso tra gruppi parlamentari, mentre noi abbiamo sempre chiesto un lavoro di squadra. Questa è una partita troppo importante perché qualcuno voglia fare fughe in avanti per mettersi una medaglietta. I chioggiotti non sono stupidi e stanno seguendo con grande attenzione l’evolversi delle cose. Ciascuno tirerà le somme alla fine, in questa fase serve uno sforzo trasversale per arrivate al risultato. Confidiamo comunque nelle promesse del ministro Patuanelli».
Nell’udienza del 25 novembre il ministro ha assicurato che il Governo sta valutando più di una strada per fermare l’impianto e che quella più semplice e veloce appare quella legislativa con una norma primaria che dichiari incompatibili gli impianti gpl in siti tutelati. —
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