Biennale Architettura ad alta partecipazione ma non in presenza

Dei 63 Paesi annunciati quasi tutti hanno confermato ma commissari e architetti ferrmati spesso dalle procedure antiCovid. Il ruolo del digitale
Interpress/M.Tagliapietra Venezia 23.05.2018.- Biennale Architettura, Arsenale. Cina
Interpress/M.Tagliapietra Venezia 23.05.2018.- Biennale Architettura, Arsenale. Cina

VENEZIA

Sarà una Biennale Architettura ricca di partecipazioni nazionali, ma in cui molti commissari e architetti selezionati non saranno fisicamente presenti, per i limiti imposti dall’emergenza coronavirus con le quarantene obbligatorie. E’ questo il quadro che emerge a pochi giorni dalla presentazione ufficiale – fissata per lunedì prossimo – di “How will we live together?”(Come vivremo insieme?) la mostra internazionale curata dall’architetto di origine libanese Hashim Sarkis, che si svolgerà regolarmente, dopo lo slittamento di un anno imposto dall’’emergenza sanitaria.

Un’esposizione attesissima anche perché potrebbe rappresentare il primo segnale di inversione di tendenza rispetto alla lunga crisi seguita nella città storica all’emergenzaCovid, prevista dal 22 maggio al 21 novembre tra l’Arsenale e i Giardini, ma allargata a tutta la città. Una mostra “aperta” e non interamente on line pur con tutte le procedure anti Covid che saranno previste anche per il distanziamento dei visitatori.

Le 63 partecipazioni nazionali annunciate risulterebbero quasi tutte confermate, con un risultato superiore alle aspettative., viste le condizioni generali. Ma molti commissari non saranno appunto a Venezia - delegandole proprie funzioni a rappresentanti locali - proprio per le limitazioni antivirus e così dovrebbe essere anche per molti dei partecipanti.

Non certo un segno di disaffezione verso la manifestazione, ma un’oggettiva difficoltà a partecipare. E, naturalmente, largo spazio avrà il digitale, diventato il vero protagonista di questo lungo e forzato periodo di limitazione dei contatti fisici. L’Austria ad esempio sta creando una piattaforma digitale di dibattito su come immaginiamo l’architettura del futuro e a questo dedicherà il proprio padiglione.

Anche il padiglione della Russia per questa edizione della Biennale diventerà interamente digitale, con una proposta solo online. Ma la pandemia ha ad esempio influenzato anche l’organizzazione del padiglione britannico, evidenziando l’importanza di spazi pubblici accessibili, a cominciare da quelli verdi. Prendendo ispirazione dal famoso dipinto “Il giardino delle delizie” di Hyerionimus Bosch, il padiglione, trasformato in sei spazi immersivi, si interroga su chi possiede e chi usa lo spazio pubblico. “Comunità resilienti” è invece il tema del padiglione italiano che partendo dal progetto realizzato da Milovan Farronato per la Biennale di Arte 2019, ha riutilizzato tutto il materiale di scarto prodotto e le installazioni presenti, così come l’allestimento, vivranno una seconda vita, ponendo al centro i problemi legati ai cambiamenti climatici in corso. La speranza è naturalmente che con un mese e mezzo di tempo ancora a disposizione prima del via della Biennale Architettura, la situazione della pandemia – anche con l’intensificarsi delle campagne vaccinali – possa migliorare e favorire quindi anche una partecipazione fisica più ampia.E’ comunque già un grande risultato per la Biennale essere comunque riuscita a organizzare la manifestazione, pur in condizioni molto difficili. —



© RIPRODUZIONE RISERVATA



Riproduzione riservata © La Nuova Venezia