Bibione si blinda contro la musica alta: tre avvisi ai locali, poi i sigilli all’attrezzatura
Via libera alla norma in consiglio comunale. Il vicesindaco: «Le nuove regole vogliono tutelare gli onesti». Critica l’Ascom: «Ma così si indebolisce l’attrattività turistica»

Musica troppo alta: scattano i sequestri. Il Comune di San Michele approva il nuovo regolamento di vivibilità urbana che riguarda soprattutto i gruppi musicali e i disc jockey. Una norma che, quindi, più di tutte, si riferisce soprattutto a Bibione. Alla terza infrazione scatta il sequestro di tutta l’attrezzatura.
I commercianti però non l’hanno presa bene ma adesso, con il voto del consiglio comunale, non si può tornare più indietro. Durante l’incontro mancava il sindaco Flavio Maurutto, assente per motivi famigliari. Il vicesindaco e assessore alla sicurezza Pierluigi Grosseto ha voluto spiegare, prima del voto e del dibattito, il motivo del cambiamento.
«Troppe lamentele, cerchiamo di agevolare le persone oneste, quelle che lavorano senza infrangere le regole. Per prima cosa ci siamo adeguati a Lignano e ad altre spiagge. Una volta all’anno, prima della stagione estiva, i locali devono presentare la documentazione Scia», ha detto Grosseto, «poi alla terza infrazione scatta il sequestro. Era giusto inasprire questa misura per non avere poi ripercussioni di alcun genere».
Opposizione con il fiato sul collo. Giosuè Cuccurullo di Idea Comune non le ha mandate a dire. «Il sequestro non va bene. Non si può appendere la spada di Damocle pronta a cedere sulla testa di chi lavora nelle ore serali. Sequestrare l’attrezzatura è anticostituzionale, impedisce alla gente di poter lavorare ed esercitare il diritto al lavoro. Rischiamo l’ammutinamento dei dj e lo svuotamento del locali. C’è la tendenza», accusa Cuccurullo, «di trasformare Bibione in un dormitorio».
I commercianti sono indignati. «È giusto sanzionare chi non rispetta le regole, ma le misure devono essere proporzionate e non trasformarsi in un ostacolo all’attività economica. Il timore», spiega Andrea Drigo, presidente Ascom, «è che, di fronte a maggiori costi, burocrazia e al rischio di sanzioni pesanti, molti operatori scelgano di rinunciare a iniziative di intrattenimento. Si tratta invece di momenti che contribuiscono in modo significativo all’attrattività turistica e all’atmosfera di una località di vacanza come Bibione. Per questo chiediamo ancora una volta all’Amministrazione comunale di aprire un confronto».
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