Bibione fa cassa con l’Imu grazie alle seconde case

La giunta decide un’aliquota del 9,8 per mille su migliaia di abitazioni turistiche Per i primi domicili imposta al 4 per mille con detrazioni in base ai figli
Di Claudia Stefani

SAN MICHELE. L’amministrazione Codognotto approva le aliquote dell’Imposta municipale unica (Imu) per il 2012: quattro per mille per la prima casa (con le detrazioni di 200 euro per tutti e 50 euro per ciascun figlio convivente sotto i 26 anni); 9,8 per mille per le seconde case e tutti gli altri immobili; due per mille per i fabbricati rurali.

«Sono sicuro», dice il sindaco Pasqualino Codognotto, «che ci saranno modifiche in futuro da parte del governo Monti e noi saremo pronti a recepirle. Questo primo anno di applicazione è sperimentale, poi quando avremo dati certi potremo portare le opportune modifiche. In particolare mi riferisco al fatto che al momento non sia stato possibile diversificare tra seconde case e altri immobili. Abbiamo infatti un’unica aliquota per seconde case, aziende, negozi e terreni agricoli che nel mio Comune hanno valori decisamente diversi, in particolare penso al confronto tra seconde case e terreni agricoli».

In un Comune con una località come Bibione, il gettito dell’Imu rischia di diventare un caso nazionale. Al contrario di molte altre località turistiche con prevalenza di alberghi, infatti, Bibione è il “regno” delle seconde case, una tipologia quasi unica a livello italiano. Con un’aliquota che sfiora il 10 per mille il Comune avrà un introito con i fiocchi.

Codognotto non si nasconde e ammette che l’aliquota per le seconde case è piuttosto alta: «La nostra aliquota è piuttosto alta ed il fatto che il gettito derivante sarà in gran parte destinato a Roma è difficile da spiegare ai cittadini. Dobbiamo tenere gli occhi puntati agli equilibri di bilancio, anche perché dovremo avere qualcosa da parte per aiutare le famiglie che entreranno in crisi nella seconda parte dell’anno». In pratica il sindaco anticipa che buona parte del gettito in entrata sarà adoperato per affrontare gli effetti della crisi sulle famiglie.

San Michele ha risolto anche il nodo dei pensionati in casa di riposo, i quali, dovendo per legge spostare la propria residenza nell’istituto che li ospita, devono pagare l’Imu per la propria abitazione come una seconda casa. «Abbiamo stabilito che per gli anziani in casa di riposo che non diano in locazione la loro abitazione», conclude Codognotto, «venga applicata l’Imu per la prima casa».

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