Bcc del Veneziano chiesto il sequestro di 25 milioni di euro
Sia da una parte sia dall’altra sono convinti che il sequestro per 25 milioni di euro firmato dal giudice del Tribunale veneziano Liliana Guzzo non scatterà mai. I nuovi amministratori della Banca di credito cooperativo del Veneziano, quelli che hanno chiuso il provvedimento, e i vecchi, quelli che ne sono stati colpiti, stanno cercando un accordo sulla cifra di cinque milioni: i primi sono consapevoli che non sarà facile trovare i vecchi amministratori ancora titolari di immobili e conti correnti, i secondi sperano in questo modo di cavarsela con cifre meno consistenti.
L’attuale vertice della Bcc veneziana ha avviato una causa di responsabilità nei confronti dei vecchi amministratori e in questo ambito il magistrato veneziano ha firmato il provvedimento. Riguarda l’ex presidente Amedeo Piva, gli ex componenti del Consiglio d’amministrazione Lionello Codognotto, Romolo Massaro, Federico Sibilia, l’ex componente del collegio sindacale Daniele Rubin e l’ex direttore generale Alessandro Arzenton (fino all’ammontare di 14 milioni); e ancora gli ex consiglieri Roberto Galli, Franco Cavagnis, Graziano Pasqualetto e l’ex componente del collegio sindacale Francesco Zen (fino alla concorrenza di 11 milioni).
Nel 2014 l’istituto di credito era stato posto in amministrazione straordinaria ed era stato nominato dal ministro dell’Economia il commissario, Mauro Boscolo. Tutto era iniziato nel 2010 con un’ispezione da parte della Banca d’Italia. Era stato disposto lo scioglimento degli organi a seguito delle risultanze di accertamenti ispettivi che hanno fatto emergere l'inadeguatezza degli assetti di governance e dei controlli interi della banca.
Il presidente della banca era stato, fino a quel momento, Amedeo Piva, all'epoca presidente della Federazione delle Casse rurali del Veneto e vicepresidente nazionale. Al termine dell’ispezione i tecnici della Banca d’Italia avevano rilevato gravi irregolarità di vigilanza e di controllo del credito, poi sanzionate il 17 agosto 2011 con un'ammenda complessiva di 270 mila euro a carico del consiglio di amministrazione e del collegio sindacale. Ora dovranno pagare ancora di tasca loro.
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