Sagra di San Giacomo a Venezia, esclusi i Batisto Coco. Esplode la polemica

La popolare orchestra veneziana non potrà partecipare alla kermesse, sarebbe stata la trentesima volta consecutiva. La motivazione degli organizzatori: «C’era bisogno di rinnovamento»

Maria Ducoli
I Batisto Coco durante un live
I Batisto Coco durante un live

Niente Batisto Coco alla sagra di San Giacomo a Venezia, scoppia il malumore tra i fan della band veneziana. A dare la notizia, sui social, è stato proprio il gruppo stesso: «Purtroppo dopo aver partecipato per 29 anni consecutivi alla sagra di San Giacomo dall’Orio, quest’anno non suoneremo», scrivono, «ci dispiace perché abbiamo sempre ritenuto il concerto di San Giacomo un appuntamento importante, anche da un punto di vista affettivo».

Che ci sia un legame speciale tra San Giacomo e il gruppo, è evidente anche dalla scelta di incidere una canzone intitolata proprio “Campo San Giacomo”: un inno alla venezianità, ai giochi dei bambini e alle ombre dopo una giornata di lavoro. Dopo il post dei Batisto Coco, la pioggia di reazioni dei fans veneziani è stata immediata, tra chi ha giurato di disertare la sagra e chi ha gridato allo scandalo.

«No xe festa senza i Batisto», «no Batisto, no San Giacomo», hanno scritto altri, addirittura ipotizzando una raccolta firme per chiedere all’organizzazione di inserire una serata con la band veneziana. «Non è una decisione presa contro il gruppo», precisa Laura Crozza, presidente della San Giacomo Benefica, «semplicemente, quest’anno abbiamo deciso di proporre una programmazione musicale diversa e non ci sarà nessuno di quelli che hanno suonato lo scorso anno. Crediamo che ci sia bisogno di un po’ di aria di rinnovamento», aggiunge.

Tuttavia, i Batisto Coco dicono di esserci rimasti male. «Abbiamo sempre dato l’anima per questa festa», dice Eddy De Fanti, batterista e cantante del gruppo, «e quest’anno in particolare ci tenevamo ad esserci, visto che sarebbe stato il trentesimo anno consecutivo. Nei mesi scorsi abbiamo scritto un libro sulla nostra attività, su questi 40 anni di musica, e volevamo festeggiare con chi ci segue da sempre, in un contesto che ci sta molto a cuore». Da un lato, il campo in cui De Fanti è nato e cresciuto, e a cui ha voluto dedicare una canzone, dall’altra il fine benefico della sagra, che porta il gruppo a proporre un prezzo «stracciato». Insomma, per i Batisto Coco l’esclusione dal tradizionale appuntamento estivo è stato un «colpo al cuore».

«Non andiamo a San Giacomo per guadagnare, ma perché ci piace suonare lì e perché speriamo, con la nostra musica, di portare tante persone che possano dare il loro contributo alla causa benefica», aggiunge De Fanti, «ci ha fatto particolarmente male sentire dire da parte dell’organizzazione che “San Giacomo non è il festival dei Batisto Coco”». Una frase che la presidente ripete, per sottolineare come «la sagra non sia un festival musicale, ma abbia come principale scopo la beneficenza».

L’appuntamento estivo che si svolgerà dal 17 al 26 luglio, animando il campo con 17 al 26 luglio con stand gastronomici, musica dal vivo, pesca di beneficenza e l’immancabile tombola, ha come principale scopo la raccolta fondi per aiutare chi si trova in difficoltà. Questa la mission che la San Giacomo Benefica porta avanti da circa 60 anni, non solo durante i dieci giorni di sagra ma per tutto l’anno. «È una festa di beneficienza, ma non è un diritto acquisito la partecipazione», conclude la presidente. Eppure, molti habitué della sagra non la pensano allo stesso modo.

 

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