Le partite dei Mondiali sui maxischermi: via libera nei locali con i dehors

Una delibera di Giunta concede di poter trasmettere le partite anche oltre le oltre le 23, messo mano al regolamento che disciplina il decoro urbano. Per poter fornire il servizio è necessario ottenere le autorizzazioni dal Comune

 

Costanza Francesconi
Un maxischermo in un locale a Forte Marghera
Un maxischermo in un locale a Forte Marghera

 

In occasione dei Mondiali di calcio, dall’11 giugno al 19 luglio negli Stati Uniti, in Messico e in Canada, i bar e locali veneziani potranno installare maxischermi nei plateatici e da lì trasmettere all’aria aperta le dirette televisive. Per le partite che iniziano entro le 22 e anche oltre le 23. «Impennata di incassi garantita, peccato per gli azzurri fuori dai giochi», riscontra chi gestisce un pubblico esercizio con tavoli all’aperto, destinatario della delibera di Giunta che, in materia di Regolamento comunale di polizia e sicurezza urbana e per la disciplina delle emissioni rumorosa, concede una deroga per l’appuntamento sportivo alle porte.

L’outdoor predisposto per accogliere tifosi e appassionati avrà bisogno delle autorizzazioni specifiche degli uffici comunali. Un via libera che, precisa la testo licenziato, non ammette in alcun modo l’ampliamento dell’occupazione di suolo pubblico, quindi tavolini e sedie in più. Parlando di suoni, l’indicazione di non superare i 70 decibel, valida in questi giorni di folklore calcistico, sarà concessa per al massimo venti giorni all’anno.

«È un servizio ulteriore molto apprezzato dal pubblico dell’estate, locale o straniero che sia, organizzato in maniera tale da non congestionare l’ambiente o penalizzare chi il calcio non lo segue», chiarisce Giorgio Betrò, presidente della Fondazione Forte Marghera, il contenitore di associazioni e cooperative che al Forte si occupano di intrattenimento e ristorazione. «Il fatto che non giochi l’Italia significherà sicuramente meno partecipazione», nota, «ma l’offerta resta comunque ingaggiante per l’utente e motivo di maggiori incassi per il gestore. Visto l’impatto registrato durante le ultime partite del Venezia Fc, abbiamo preteso la presenza di steward e parcheggiatori».

Manuel Pintus, titolare del locale Ca’ di Màt, quando gioca l’Italia e sintonizza le televisioni fa il pienone nella corte ai piedi dell’M9. «Tra pre e post partita, cambi sei fusti di birra in tre ore al posto di un paio», fa il colto. «In questo caso», ricalibra, «si tratta comunque di un plus offerto al cliente. Prevedo saranno più gettonati i quarti, le semifinali e finali».

Goduto in tivù, con una bibita ghiacciata appena servita, il calcio resta un passatempo rituale, e non solo per i mestrini. Una chiave di volta nel business dei pubblici esercizi durante la bella stagione. Felici anche i turisti, soprattutto in centro storico a Venezia, e i tanti studenti stranieri che seguono la squadra del cuore anche lontano da casa. Lo sa il pub Mc Onor, in piazza Ferretto, con i suoi 9 maxischermi all’interno e che valuta l’esterno, certezza per le partite di Serie A tutto l’anno.

Anche in campo Santa Margherita, a Dorsoduro, i Mondiali (e non solo) proiettati come al cinema sono un must dell’estate, con gli avventori incollati agli schermi, pronti a festeggiare vittorie o sconfitte con un giro da bere. «Se gioca la nazionale, la frenesia è più palpabile, altrimenti comunque l’atmosfera di festa di crea nelle fasi finali», riferiscono dal Margaret Duchamp.

 

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