La colonna sospesa in aria per il restauro della base in marmo: cantiere innovativo alla Basilica di San Marco

Cominciate le operazioni per l’intervento sulla facciata. Il cantiere durerà tre settimane, il ponteggio sarà ancorato per ragioni di sicurezza

Eugenio Pendolini
Le impalcature comparse ieri sulla facciata della Basilica di San Marco
Le impalcature comparse ieri sulla facciata della Basilica di San Marco

Un intervento come questo la facciata della Basilica di San Marco non l’aveva mai visto prima. Almeno non nell’ultimo secolo. Già perché stavolta, tecnici e operai hanno dovuto ingegnarsi non poco per studiare il miglior sistema di contrafforti chiamato a tenere in aria - in sospensione, letteralmente - una colonna per tutto il tempo necessario alla sistemazione della sua base in marmo, oggi pesantemente danneggiata, che dovrà essere rimossa e poi nuovamente inserita nella sua sede.

Il tempo stimato per questo intervento di restauro (oltre che di equilibrismo): tra le due e le tre settimane. Ma tant’è: un’opera tanto preziosa quanto delicata come la Basilica di San Marco ha bisogno di manutenzioni continue oltre che di un pizzico di ingegno per affrontare tutte le sfide che le si pongono davanti.

Ieri sono iniziate le operazioni di montaggio dell’impalcatura necessaria per il restauro di una colonna del secondo registro del portale d’ingresso. Certo, vedere la facciata della Basilica sgombra di qualsiasi tubo innocente era diventata una piacevole abitudine: da prima di Natale, infatti, tutti i ponteggi erano stati rimossi (ad eccezione di una piccola impalcatura nell’angolo che affaccia su piazzetta San Marco).

E però, si sa, i cantieri in Basilica non finiscono mai. L’intervento iniziato in questi giorni, infatti, era ampiamente programmato. Le sue modalità di realizzazione, però, non sono mai state sperimentate prima (se non all’interno della Basilica, per un intervento di minori dimensioni).

«Una delle colonne in marmo bianco e nero era danneggiata e, per questo, incerottata da tempo», spiega il proto della Basilica, il professor Mario Piana, «ora dovremo estrarre la base mentre la colonna resterà appesa. Anziché smontare tutto, è stato deciso di procedere in questo modo. Dovremo cambiare il perno in ferro all’interno della base e poi inserirlo nuovamente nella sua sede».

Per rendere possibile questa operazione di sospensione in aria della colonna, gli operai che stanno montando il ponteggio dovranno realizzare una speciale imbracatura che - nel massimo della sicurezza e del rispetto dell’edificio - sarà agganciata alla facciata così da evitare qualsiasi spostamento. Insomma, una novità assoluta per garantire alla Basilica di continuare a splendere. Tanti, in effetti, i cantieri conclusi negli ultimi mesi.

La fucina di competenze e maestranze della Procuratoria ha portato a casa tanti interventi rilevanti. Vale, ad esempio, per il Nartece Nord e il pavimento e base dell’altare della Cappella del Santissimo rovinato dall’acqua alta. Il primo è stato restaurato con il contributo del Ministero della Cultura pari a 3, 3 milioni di euro.

Concluso anche il cantiere per la protezione del retro della Basilica e Palazzo Patriarcale per evitare l’invasione della marea del rio della Canonica. Si è poi concluso il restauro dei mosaici della cappella del Santissimo, il pavimento più danneggiato dall’acqua alta del novembre 2019. Una ditta esterna ha poi eseguito importanti interventi di risanamento di tutto l’apparato lapideo del portale esterno di San Pietro. Gli altri portali, invece, saranno trattati nel corso del 2026. Ancora in corso, invece, i lavori di restauro della copertura in falde. 

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