Bar cambia gestione via le slot machine

Nel vecchio bar “San Marco” in viale San Marco c’erano otto slot machine. Ma nel nuovo bar, dopo il cambio di gestione con l’arrivo di un proprietario cinese, le macchinette devono essere tolte. Il...

Nel vecchio bar “San Marco” in viale San Marco c’erano otto slot machine. Ma nel nuovo bar, dopo il cambio di gestione con l’arrivo di un proprietario cinese, le macchinette devono essere tolte. Il motivo? Il locale non rispetta la distanza minima di 500 metri in linea d’aria dai luoghi sensibili - nel caso specifico la chiesa e gli uffici pubblici - come previsto dall’articolo 30 del regolamento edilizio adottato nel 2015 dal commissario Zappalorto. Ed è così che il Comune aveva a suo tempo negato l’autorizzazione, attraverso la Scia, al nuovo titolare cinese. Il barista ha quindi presentato ricorso al Tar sostenendo di essere subentrato a una precedente attività già autorizzata e quindi di poter continuare a tenere le slot, chiedendo anche i danni a Ca’ Farsetti per i danni provocati dalla decisione.

I giudici amministrativi hanno dato torto al barista. Le nuove disposizioni sulla distanza minima dai luoghi sensibili si applicano non solo in caso di trasferimenti di attività, ma anche quando nei locali già autorizzati subentra una nuova proprietà. La normativa tutela invece coloro che, prima dell’entrata in vigore del regolamento, avevano già le autorizzazioni, anche se sono a meno di 500 metri da luoghi sensibili. (ru.b.)

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