Bando Periferie, è scontro sulle risorse a goccia
«I soldi sono stati tagliati dal primo all’ultimo, il resto sono solo chiacchiere». Il senatore veneziano del Pd Andrea Ferrazzi è lapidario sul voto di fiducia arrivato ieri sul decreto Milleproroghe che ha bruciato gran parte del miliardo e 600 mila euro stanziati dai Governi di centrosinistra per finanziare interventi e opere a favore delle periferie italiane, e tra questi i 72 milioni di euro, senza contare l’indotto, destinati alla Città Metropolitana di Venezia.
«Questa mattina (ieri ndr) ne ho parlato con il premier Conte», prosegue, «Mi ha promesso che li reinseriranno di volta in volta con successivi decreti nei prossimi anni, a partire dal prossimo Decreto sicurezza. La verità è che il primo Decreto in corso è proprio il Milleproroghe e da lì li tolgono per finanziare le promesse della loro continua campagna elettorale, a partire dal reddito di cittadinanza. Non era mai successo a mia memoria che fossero tolti finanziamenti a copertura di convenzioni già firmate da un presidente del Consiglio con sindaci di Comuni e Città Metropolitane e registrate dalla Corte dei Conti. Tutto ciò è di una gravità inaudita. È del tutto evidente che questa situazione, oltre a togliere risorse essenziali per la rigenerazione, il decoro e la sicurezza delle nostre città, può aprire una stagione di ricorsi per far valere la responsabilità di carattere amministrativo ed erariale e pure di illegittimità costituzionale. Tutto ciò paralizzerà le nostre città».
All’incontro di mercoledì sera non ha partecipato la presidente Anci Maria Rosa Pavanello, che però è sempre rimasta in contatto con il sindaco di Rimini. Tra i progetti sul tappeto c’è la Stazione Rfi di Porto Marghera, il secondo lotto della Cittadella della Giustizia, la manutenzione del Palazzo ex Casinò al Lido. A Mira è in ballo la ciclabile per la stazione di Marano, San Donà ha tre progetti grossi: un centro innovazione e startup, la nuova stazione dei treni e la nuova stazione dei bus, 10 milioni di cui oltre metà da privati.
Nel frattempo l’Anci è fiduciosa: «Abbiamo deciso di non sospendere le relazioni istituzionali con il governo perché il presidente del Consiglio si è impegnato entro una settimana-dieci giorni, a risolvere il problema creato dal blocco dei fondi per il bando periferie disposto in Senato ad agosto con un emendamento al Milleproroghe», spiega il presidente Antonio Decaro, «Non abbiamo capito le motivazioni per le quali non è possibile porre rimedio in queste ore. Ma registriamo un impegno importante. Che metteremo alla prova dei fatti». E ancora: «Se non si arriverà alla soluzione, noi sindaci non parteciperemo più ai lavori della conferenza unificata, dal cui esame passano tutti i provvedimenti». «La politica del “fa e disfà” del Governo Lega-Cinque Stelle si abbatte anche sui sindaci», commenta la deputata del Pd Sara Moretto, «I sindaci dall’incontro con il premier escono con un’unica certezza, quella di dover sospendere le procedure amministrative in corso. La promessa di un futuro decreto che rimetta in campo risorse solo per i progetti in fase esecutiva si tradurrà comunque nel taglio dei fondi». —
Marta Artico
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