Nonna accompagna il nipote in ospedale ma viene respinta: «Serve la delega dei genitori»
Il bambino di 8 anni, residente a Bassano del Grappa ma a Jesolo per le vacanze, stava sviluppando un’otite acuta. Lo sfogo della madre: «È intollerabile che questioni di natura amministrativa possano aver impedito la valutazione sanitaria di un bambino»

Bimbo di 8 anni mandato via dal pronto soccorso di Jesolo: era accompagnato dalla nonna che non aveva delega dei genitori. Accusava un forte dolore all’orecchio, poi rivelatasi un’otite.
Era giunto al reparto di via Levantina la notte tra il 10 e 11 agosto, verso le 3.30. Ma, in assenza di una delega, come ha poi raccontato la mamma da Bassano, città di residenza della famiglia che ha una casa al lido, le è stato consigliato di rivolgersi a una farmacia di turno perché non poteva essere visitato.
La nonna, preoccupata, ha pensato di lasciare Jesolo e rientrare subito a casa. Il piccolo è stato poi visitato e curato all’ospedale di Bassano, dove è stata diagnosticata l’otite.
Notte movimentata
«Mio figlio si trovava a Jesolo, nella nostra casa di proprietà, insieme alla nonna», spiega la madre, «Si era svegliato ripetutamente a causa di forti dolori. Intorno alle 3.30, la nonna ha ritenuto necessario accompagnarlo al pronto soccorso. Quello che è accaduto successivamente è a mio avviso di una gravità inaccettabile. Secondo quanto mi è stato riferito, il bambino non sarebbe stato neppure registrato né sottoposto a una valutazione clinica perché la nonna non aveva con sé la tessera sanitaria del bambino e perché non disponeva di una mia delega scritta. È intollerabile che questioni di natura amministrativa o documentale possano aver impedito, in una struttura di emergenza, persino una valutazione sanitaria di un bambino che si presenta lamentando dolore». «La situazione diventa ancora più grave», continua, «considerando che, secondo quanto riferito dalla nonna, in quel momento il pronto soccorso non era affollato e vi erano anche medici presenti, i quali avrebbero assistito alla conversazione. Nonostante ciò, nonna e bambino sono stati mandati a casa. All’alba, sono stati costretti a rientrare a Bassano del Grappa e lo abbiamo portato dal pediatra, che gli ha diagnosticato una otite media acuta, prescrivendo una terapia antibiotica con penicillina».
L’amarezza della mamma
«Come madre», conclude amareggiata, «trovo grave e angosciante dover apprendere che mio figlio, presentatosi durante la notte in un pronto soccorso perché stava male, potrebbe essere stato allontanato senza essere neppure sottoposto a una valutazione medica. Non sono disposta ad accettare che una simile vicenda venga liquidata come un semplice disguido burocratico». La donna ora invoca dalla direzione generale un accertamento interno su quanto accaduto per verificare se il bambino non sia stato registrato e sottoposto a triage, quale procedura sia stata applicata nei confronti di un minore accompagnato dalla propria nonna e se sia effettivamente previsto che l’assenza della tessera sanitaria o di una delega del genitore impedisca la presa in carico o anche soltanto la valutazione di un minore. E ha chiesto un riscontro scritto che non è ancora pervenuto. L’Usl 4, interpellata, ha avviato ora delle verifiche sul caso per accertare cosa sia accaduto quella notte.
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