«Aveva visione futura e sapeva anche dire no»
MARTELLAGO
Piange Marco Stradiotto. Piange a tal punto da non riuscire neppure a parlare in certi momenti della telefonata. Il rapporto tra lui e Giovanni Brunello era qualcosa che andava oltre la politica. Era amicizia vera. Insieme in consiglio comunale, poi Brunello suo vice e successore quando Stradiotto iniziò il suo viaggio verso Roma come deputato e senatore del Pd. Ma per Brunello, Stradiotto è sempre stato un riferimento, un appoggio.
«Avevo un rapporto stretto con lui», confida l’ex parlamentare, «Per il suo modo di fare era una persona speciale, generosa, umile. Aveva chiaro l’obiettivo sul lungo periodo e sapeva anche dire di no. Il lato umano è stato fondamentale con la gente e le istituzioni». I due avevano iniziato assieme nel 1985, poi Brunello entrò in giunta nel 1994. Stradiotto racconta un aneddoto nella prima esperienza di Brunello in amministrazione. «C’era un po’ diffidenza su di lui», aggiunge, «Allora gli affidai lo Sport e il Parco Laghetti. Giovanni ha sempre lavorato molto: non sono le deleghe a essere importanti, ma le persone». E ricorda un altro episodio. «Era sempre al Parco Laghetti», dice, «e stava mettendo delle piante. Un ambientalista gli fece notare come non fossero diritte. Lui rispose che sarebbe dovuto arrivare prima ad aiutarlo».
Negli ultimi anni era nata un’amicizia anche con l’ex sindaco di Venezia Massimo Cacciari. —
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