Attacco hacker alla pagina Fb del sito “La voce di Venezia”

Un attacco hacker multiplo, nel corso prima della notte e poi durante il pomeriggio di ieri, con minacce ai redattori, pubblicazione di post osceni, immagini violente e cruente, offese e minacce ai...

Un attacco hacker multiplo, nel corso prima della notte e poi durante il pomeriggio di ieri, con minacce ai redattori, pubblicazione di post osceni, immagini violente e cruente, offese e minacce ai redatori e a chi la visitava.

Brutta giornata, ieri per il sito di informazione locale "La voce di Venezia", che ha subìto un pesante attacco durato alcune ore e ripetuto nel corso della notte tra mercoledì e giovedì e poi, ancora, ieri pomeriggio.

Un anonimo gruppo di hacker, riunito sotto la sigla "Insane army" e composto da almeno una decina di falsi profili creati probabilmente per l'occasione, si è introdotto nella notte tra mercoledì e giovedì nel profilo Facebook del giornale e ha cominciato ad inondarlo con post osceni, immagini violente e cruente, offese e minacce ai redattori e ai frequentatori.

Contemporaneamente, l'attacco ha colpito anche il sito internet del giornale, ma, in questo caso, il sistema e il server hanno retto.

Nel pomeriggio di ieri, poi, un secondo tentativo di infiltrazione nella pagina Facebook, sempre tramite falsi profili e immagini oscene. Il responsabile Paolo Pradolin sta preparando un fascicolo con più di duecento post e immagini, i profili (tutti creati nelle ore precedenti) che si sono infiltrati e i dati dei tentativi di attacco al server: tutto materiale che sarà allegato alla denuncia alla polizia postale che sarà presentata nei prossimi giorni.

«A questi signori», scrive Pradolin dalla pagina ripulita, «diciamo che noi continueremo con la nostra attività che in questi dieci anni è riuscita a resistere a ogni tipo di condizionamento. Ci scusiamo con i lettori se in queste ultime ore hanno trovato contenuti osceni, volgari e violenti, a loro assicuriamo che continueremo a vigilare in modo che "La Voce di Venezia" resti un luogo libero e sicuro».

Massimo Tonizzo

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