Artista del vetro

Cosima Montavoci è un’artista che vive grazie all’artigianato del vetro. Ma si può anche dire che è un’artigiana che fa l’artista. Con successo. Le due anime in Cosima si toccano e forse sono un’unica cosa, salvo che nei materiali che usa. Il vetro rimane il suo primo amore. Non tanto perché il nonno era maestro vetraio a Murano, ma perché l’ha affascinata fin dal primo momento, quando ha affiancato un maestro come ultima arrivata in fornace a “far paeta”, cioè ad assistere il maestro con una paletta di ferro per evitare che il vetro fuso cadesse per terra mentre lui lo lavorava.

Cosima il vetro lo ha conosciuto l’estate dei suoi 16 anni. Non aveva gran voglia di studiare e il padre per punizione e per farle capire quando è duro lavorare, l’ha mandata in fornace, Alla fine lei si è innamorata di questo lavoro e gli ha detto: «Bene, faccio le serali e lavoro». A 18 anni ha iniziato a vendere i suoi primi oggetti poi si è trasferita in Olanda a studiare Belle Arti: ad Amsterdam è rimasta 13 anni. Si è sposata con un ragazzo che si occupa di web e dintorni ma, quando ha capito che la luce, il sole e i rapporti sociali di Venezia le mancavano, è tornata in laguna.

La bottega

È tornata per aprire bottega. In una vecchia macelleria, recuperata alla fine di via Garibaldi a Castello, ora c’è Sunset Yogurt. Nome che lei ha dato al vetro quando, caldo, si inizia a lavorarlo: ha la consistenza dello yogurt e il colore del tramonto. Non cercate la perfezione, nei suoi oggetti e nelle sue opere. La sua filosofia è accettare l’imperfezione e sporcarsi le mani di materia. Le sue opere sono fatte per interagire con il pubblico. E i feedback li accetta solo da anziani e bambini: gli unici che ancora reagiscono in maniera spontanea. —

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